Fascite plantare, sintomi e rimedi

di Silvana Commenta

La fascite plantare è un disturbo molto comune tra gli sportivi. Come suggerisce il nome si tratta di un’infiammazione della fascia plantare, il tessuto fibroso che va dal tallone alle dita dei piedi, dovuta molto probabilmente a micro traumi ripetuti a carico di questa striscia di tessuto e dei muscoli ad essa sottostanti. Nelle fasi iniziali la fascite plantare può manifestarsi con un dolore sotto il tallone che se non adeguatamente attenzionato può estendersi fino ad arrivare alle dita dei piedi.

Mentre anomalie a carico del piede quali piede piatto, piede cavo, tendine d’Achille troppo breve rappresentano fattori predisponenti all’insorgenza di questo disturbo, fattori scatenanti possono essere il sovrappeso, l’esecuzione di esercizi e/o la  pratica di sport che sollecitano la fascia plantare senza adeguata preparazione o, ancor peggio, muniti di calzature sportive inadeguate.

Va da sè che modificare queste variabili è un primo passo verso la prevenzione ma cosa dobbiamo fare se la fascite plantare ci coglie all’improvviso? Se il dolore fa la propria comparsa nel bel mezzo di un allenamento o di una prestazione sportiva è necessario fermarsi subito e applicare del ghiaccio, quindi fare un po’ di stretching o esercizi di rilassamento del piede. In seguito ad episodi di questo tipo bisogna evitare di compiere sforzi eccessivi per almeno una settimana.

Passato il dolore acuto è opportuno rivolgersi a un medico per stabilire le cause che hanno determinato l’insorgenza del disturbo e mettere in atto gli opportuni trattamenti. Sostituire le scarpe con altre più idonee al tipo di sport praticato o prendere la sana abitudine di preparare la fascia plantare all’allenamento può essere utile se l’infiammazione è dovuta a questi fattori, mentre l’azione di fattori predisponenti come le anomalie del piede può essere ridimensionata attraverso l’utilizzo di plantari ad hoc.

In caso di recidive o mancata guarigione può essere utile un trattamento fisiochineterapico con massaggi ed esercizi propriocettivi associati a trattamenti laser. Solo in rari casi si ricorre a trattamenti con onde d’urto o a chirurgia.

[Fonte]

Photo credit | Think stock

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>