Primi benefici dell’attività fisica

Quanto è importante fare sport e muoversi? Moltiplicate per quattro – me lo diceva sempre l’allenatore di nuoto da ragazza – l’entità di qualunque risposta abbiate sulla lingua e avrete indovinato.

L’attività fisica è fondamentale per il corpo e per la mente e i soli a ignorarne tale essenza sembra siano i politici e i dirigenti scolastici italiani che, nel delineare i piani di diritto allo studio e i programmi formativi annuali concedono ampio spazio a qualunque materia che non sia quella dell’educazione fisica.

C’è la scena di un film – era di Leonardo Pieraccioni, titolo “Ti amo in tutte le lingue del mondo” – che rende bene l’idea di cosa voglio dire: lui faceva l’insegnante di educazione fisica e nel corso dei colloqui tra genitori e professori era sempre quello la cui fila era vuota, sguarnita. Nessun genitore a chiedere informazioni sul proprio figlio.

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L’importanza della prima colazione

Innanzitutto, la prima colazione deve essere piacevole per darci il buonumore e per partire con il piede giusto. Deve essere il momento più gradito della giornata e va quindi consumata con calma, seduti a tavola e possibilmente in compagnia.

E’ il primo pasto quotidiano ed è essenziale per mantenere l’intero equilibrio nella nutrizione. Quindi, è importante  svegliarsi qualche minuto prima per dedicare del tempo al consumo di una buona colazione che sia al contempo nutriente e leggera, ricca di vitamine e sali minerali, in grado di dare l’energia che serve nel corso della mattinata.

Chi salta la prima colazione è propenso a mangiare di più nei pasti successivi e fuori pasto ed ingrassa. Quando si salta la colazione, infatti, si finisce con assumere una quantità eccessiva di cibo, oltretutto poco sano e poco nutriente (pizzette e focacce: vi dicono qualcosa?), quali gli snack di metà mattina. Solitamente è proprio chi ha problemi di peso a saltare più spesso la colazione.

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Lo scompenso cardiaco

Lo scompenso cardiaco è una incapacità del proprio cuore a fornire la giusta quantità di sangue ossigenato all’organismo nello svolgimento delle varie attività quotidiane.

Spesso il risultato di questo stato dà luogo all’accumulo di liquidi a livello dei polmoni (edema polmonare), della cavità toracica (versamento pleurico), dell’addome (ascite) e sotto la cute (edema sottocutaneo).

Chi ha problemi di insufficienza cardiaca presenta di rimando una facile propensione all’affaticamento e la comparsa di “affanno” per attività che prima svolgeva senza problemi: è questo il segnale che la funzione di pompa del cuore è alterata.

Preme sottolineare che, in casi gravi, tutto ciò comporta difficoltà di respirazione se sdraiati, gonfiori alle caviglie e alle gambe, debolezza e talvolta palpitazioni.

Le indicazioni generali – che non possono tenere conto di esigenze specifiche e particolari e che non vanno intese quali cure analitiche: per quelle, vi sono i medici – per tutti i pazienti sono le seguenti:

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La dieta del body builder

Le variabili sono sempre fondamentali e restano le stesse: ciascun individuo – per quanto vi possano essere similitudini tra soggetti – fa storia a sè e, prima di addentrarsi in ogni pratica effettiva, è bene consulti professionisti dei settori alimentari e sportivi. Per sommi capi, tuttavia, la corretta alimentazione per un body builder consiste in una dieta leggermente iperproteica.

Quasi dimenticavo: badate bene che uno come l’Arnold schwarzenegger in fotografia, alla maggior parte delle donne, non piace mica!

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La dieta mediterranea e lo sport

Anche per lo sportivo, ma è discorso che vale in simultanea  per la popolazione in generale, la dieta mediterranea è considerata il migliore schema alimentare da seguire e rispettare per tenersi in forma e conservare un buono stato di salute.

Fin dal 1994 – data in tal senso che funge da spartiacque – con il primo studio riguardante la dieta mediterranea sono stati dimostrati i suoi benefici.

Le persone che abitualmente adottano una dieta mediterranea tradizionale hanno una mortalità totale, dovuta a malattia coronarica e cancro, significativamente molto bassa.

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Alimentazione e sport, fabbisogno calorico per chi pratica pallanuoto

La pallanuoto è uno sport di squadra, la cui fatica non è forse esplicata nella maniera migliore dalle immagini televisive che capita di vedere in tivvù. Prevede allenamenti costanti che culminano in una partita giocata in 4 tempi da 9 minuti ciascuno, con pause di 2 minuti tra un tempo e l’altro.

E’ uno sport che richiede grandi doti atletiche: occorre essere ottimi nuotatori,avere buona coordinazione e grande resistenza. Chiunque avesse voglia di approcciarsi con tale disciplina, è utile segua una corretta alimentazione per evitare la cattiva forma e per diminuire le reazioni di fatica durante e dopo  l’incontro.

Primo dato di fatto, scientifico: il fabbisogno calorico orario per chi pratica la pallanuoto aumenta di 600 Kcal.

Durante un esercizio di media intensità e/o breve durata, come la pallanuoto, l’energia viene fornita per il 50% dai grassi e per il 50% dagli zuccheri.

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Caffeina prima di fare sport, le giuste quantità

L’assunzione di 9-15 mg 3-6 mg di caffeina per Kg di peso corporeo, un’ora prima di compiere un’attività fisica, sarebbe in grado di favorire la prestazione atletica.

Le ragioni scientifiche alla base di tale affermazione risalgono al fatto che tale sostanza aumenterebbe la disponibilità di lipidi corporei come substrato energetico, portando ad un minor ricorso al metabolismo glucidico. Inoltre, essendo la caffeina un eccitante, attiverebbe il sistema nervoso centrale, aumentando anche la concentrazione e lucidità mentale.

Per intenderci, a livello pratico, considerando che una tazza di caffè contiene in media 100-150 mg di caffeina, una persona di 70 Kg potrebbe assumere fino a 7 tazze di caffè!

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Le regole per stare bene, camminare 30 minuti al giorno a passo svelto

Basta tanto così per tenetrsi in forma e conservare una condizione fisica dignitosa. Camminare trenta minuti al giorno a passo svelto, magari approfittando della presenza di una compagna o di un compagno fidato che alleggerisca ulteriormente l’impegno dio per sè non sfiancante. Sono accorgimenti minimi eppure indispensabili per conservare il copro in uno stato di benessere evidente.

L’essere sedentari predispone all’obesità, cioè all’eccesso di tessuto adiposo, in grado di indurre un aumento significativo di rischi per la salute, come malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, alterato metabolismo glucidico e quant’altro.

Il movimento, quindi, è essenziale non solo per prevenire eccessi di peso, ma anche per prevenire tantissime patologie. L’esercizio fisico, di rimando, è fondamentale a ogni età.

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Le proteine nella razione alimentare dello sportivo

Le proteine svolgono principalmente una funzione plastica e sono indispensabili per tutte le funzioni vitali del nostro organismo. Nell’atleta e nei soggetti con impegno fisico elevato le proteine alimentari devono far fronte non solo alle aumentate richieste plastiche dell’organismo (legate alla maggiore usura dei tessuti e all’eventuale aumento delle masse muscolari), ma possono giocare un ruolo non trascurabile anche nel metabolismo energetico.

La razione proteica quotidiana dello sportivo deve quindi essere superiore a quella consigliata per i soggetti sedentari (0,75-1,0 g di proteine per kg di peso corporeo). Apporti proteici pari a 1,4-1,7 g di proteine per kg di peso corporeo al giorno sono generalmente ritenuti idonei a soddisfare gli aumentati fabbisogni proteici della maggior parte degli atleti delle varie discipline sportive.

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L’importanza dei carboidrati per chi fa sport

La principale funzione dei carboidrati o glucidi o zuccheri è quella di fornire energia all’organismo. Negli alimenti troviamo carboidrati con diversa struttura chimica. Schematicamente possiamo distinguerli in zuccheri semplici e complessi.

Sono definiti semplici quegli zuccheri, quali fruttosio, glucosio e saccarosio, presenti nello zucchero da cucina, nel latte, nel miele, nella frutta, negli ortaggi, nelle marmellate e nei dolciumi in genere. Essi vengono rapidamente assorbiti dall’organismo e la loro energia si rende disponibile in pochi minuti.

Gli zuccheri complessi sono invece rappresentati da amido e maltodestrine e si trovano soprattutto in riso, pasta, pane, legumi. Essi vengono assorbiti più lentamente e pertanto la loro energia si rende disponibile in modo graduale.

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Il fabbisogno energetico dell’atleta e le variabili

L’elemento nutrizionale principale che differenzia i soggetti sedentari dai soggetti fisicamente attivi è quello del maggior consumo di energia fatta registrare da questi ultimi rispetto ai primi.

In tale ottica, primo dato: l’attività fisica rappresenta fino al 15-30% del dispendio energetico totale giornaliero di un individuo ed è – quella – la quota che può subire volontariamente le maggiori variazioni evidentemente legate al tipo di attività svolta e al tempo impiegato per svolgerle.

Facendo calcoli approssimativi ma fedeli rispetto a ciascun criterio scientifico, è possibile stimare che un’ora di attività fisica sufficientemente intensa possa comportare un aumento del consumo energetico giornaliero pari a circa 400-900 kcal, in relazione al grado di allenamento dell’atleta, alla sua padronanza dei gesti sportivi, nonché alle caratteristiche tecniche dell’allenamento (durata, intensità e tipologia degli esercizi proposti). Insomma, le variabili da tenere sotto osservazione – le stesse che contribuiscono a formare il dato finale – sono più di una.

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Sport e alimentazione da terza età

L’alimentazione e l’attività fisica assumono, con il passare degli anni, un ruolo sempre più importante, perché la nostra salute e il nostro benessere dipendono in modo determinante da che cosa e da come mangiamo.

Chi non desidererebbe poter vivere in modo autonomo e dinamico sino in età avanzata? Importante è tenere in movimento il corpo e fornire all’organismo tutti gli alimenti dei diversi gruppi e tutte le sostanze nutritive in modo equilibrato, oltre che mangiare con piacere.

Nella terza età non è necessario seguire una dieta speciale leggera e restrittiva, ma è fondamentale fare attenzione ad alimentarsi in modo adatto all’età, mantenendo pure le abitudini alimentari create nel corso degli anni. E’opportuno adattare per tempo l’alimentazione personale alle situazioni che mutano. Uno stile di vita con movimento fisico regolare, con un’alimentazione equilibrata e variata e attiva a livello sociale sono le basi migliori per una terza età sana.

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Gli integratori alimentari? Vietato l’abuso (e sull’uso, vi dico che…)

E’ sempre più diffusa la consuetudine di integrare l’apporto di determinati nutrienti della dieta mediante integratori alimentari che fanno al caso, soprattutto, di chi esercita attività fisica in maniera costante. Un elemento, per cominciare: non sono medicinali e hanno la funzione di correggere una carenza.Un altro dato: secondo più di uno studio, possono essere dannosi e incidere in maniera negativa sulla salute (delle donne non più giovanissime in particolare)

Gli integratori alimentari sono rappresentati da una vastissima gamma di prodotti. Oltre agli integratori energetici, di aminoacidi, di proteine, che rientrano per lo più nella specifica categoria destinata a chi pratica sport, vi sono integratori di vitamine, di minerali, di acidi grassi, di probiotici, di fibra di cui fanno uso cospicue fette della popolazione in quanto prodotti capaci di arricchire l’acquisizione di sostanze benefiche per l’organismo.

Regole comportamentali

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Attività aerobica per prevenire (e ostacolare) il diabete

Trattare il diabete con esercizi aerobici

Quel che va saputo, innanzituttto, è che esistono due forme di diabete:

  1. il diabete di tipo I, insulino dipendente, che è una condizione autoimmune e generalmente si verifica negli individui con età superiore ai 40;
  2. il diabete di tipo II, non insulino dipendente, che consiste nella resistenza dell’organismo all’insulina e in una sua diminuita produzione da parte del corpo.

Quest’ultimo, in particolare, è da sempre considerato un diabete che si manifesta in una fase avanzata della vita ed è strettamente legato al sovrappeso e all’obesità. Ai giorni nostri, tuttavia, ha un’insorgenza sempre più precoce a causa di una crescente disfunzione alimentare e della sempre maggiore incidenza del peso in eccesso su fette giovani della popolazione. E’ indispensabile, quindi, cercare di usare delle norme di prevenzione fin da ragazzi.

In generale, le raccomandazioni per prevenire questa malattia sono quella di:

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