Maratone e corse agonistiche: partecipate solo se ben allenati

di Daniela Ciabattini Commenta

Domani, domenica 3 novembre, si corre la maratona di New York, uno degli appuntamenti più seguiti del mondo, al quale partecipano, ogni anni, milioni di persone, dagli sportivi professionisti ai semplici amatori della corsa e da chi, semplicemente, vuole partecipare a un evento di portata mondiale. Proprio in occasione della maratona di New York gli esperti hanno diffuso uno studio che mette in guardia i podisti sull’importanza di essere ben allenati quando si intraprende una gara.

Naturalmente, chi parteciperà alla maratona di New York si è preparato da mesi: 42 chilometri non sono uno scherzo e per sostenerli bisogna essere perfettamente allenati. Il monito degli esperti, infatti, è di carattere più generale: per partecipare alle maratone e alle corse sportive bisogna essere ben allenati altrimenti si può mettere in pericolo il cuore.

A testimoniarlo è uno studio condotto da un team di ricercatori canadesi, pubblicato sul Canadian Journal of Cardiology, che ha indagato su cosa succede al cuore dei maratoneti non professionisti prima e dopo la gara. La ricerca ha coinvolto 20 podisti amatoriali sani di età compresa tra i 18 e i 60 anni che intendevano partecipare alla Québec City Marathon.

Tutti i partecipanti sono stati monitorati nelle settimane precedenti alla gara, il giorno stesso e nelle successive 48 ore, attraverso esami del sangue e altre analisi; i risultati hanno mostrato come dopo la maratona, nella metà dei podisti, si era verificata una diminuzione della funzione ventricolare sinistra e destra: praticamente il cuore appariva stanco dopo la corsa. Nei soggetti nei quali questo effetto era particolarmente esteso, il cuore risultava essere anche aumentato di volume e il flusso del sangue era inferiore al normale.

Gli autori dello studio spiegano così i risultati:

Tutto questo è accaduto soprattutto ai maratoneti meno in forma e meno allenati. Per fortuna si è trattato di alterazioni solo temporanee, come è emerso dagli esami a tre mesi di distanza. Sono però danni che in pazienti con cardiomiopatie o coronaropatie, ma anche in adulti senza malattie cardiovascolari, si associano a una prognosi peggiore ad esempio in caso di infarti: nei maratoneti esaminati, perfettamente sani, non sappiamo se possano essere indicativi di un pericolo.

Proprio per evitare danni maggiori e futuri, gli esperti sottolineano l’importanza, per chiunque non sia un atleta professionista, di allenarsi bene prima di intraprendere uno sforzo elevato e prolungato come una maratona o una corsa agonistica.

 

[Fonte]

 

Photo Credit | Thinkstock

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