Attività fisica e ipertensione

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L’ipertensione arteriosa (la cosiddetta pressione alta) è il disturbo tipico delle società avanzate, quelle cosiddette del benessere (e meno male!). Nel nostro paese ne sono affetti il 21 per cento degli uomini e il 24 per cento delle donne. Il disturbo è correlato e aggravato da alcuni fattori legati allo stile di vita: sedentarietà, vizio del fumo, alimentazione sregolata con consumo eccessivo di grassi cattivi, sovrappeso e obesità.

Quanto alla sedentarietà, già da tempo gli studiosi ritengono che svolgere regolarmente attività fisica moderata abbia effetti benefici sul trattamento stesso dell’ipertensione e attualmente c’è anche chi ritiene che il moto sia anche un formidabile fattore di prevenzione.

Infatti, secondo i dati di uno studio condotto presso l’Università del Sud Carolina e pubblicato sulla rivista Hypertension il movimento è in grado di prevenire l’ipertensione arteriosa e questo vale anche per quelle persone che hanno una predisposizione familiare per questa patologia.

Lo studio è stato condotto su un campione di seimila persone dai 20 agli 85 anni, sani e in grado di svolgere attività fisica. Tutti sono stati seguiti per cinque anni e al termine di questo periodo un quarto di essi era iperteso. Indagando sullo stile di vita dei soggetti coinvolti i ricercatori hanno però osservato che l’ipertensione era molto meno frequente in coloro che avevano avuto uno stile di vita attivo.

In particolare, chi aveva svolto attività fisica intensa correva un rischio di diventare iperteso del 42 per cento più basso rispetto a chi era rimasto inattivo, mentre questa percentuale scendeva al 26 per cento per chi aveva svolto attività fisica moderata (fermo restando che si tratta comunque di un ottimo risultato).

Più precisamente, secondo gli studiosi statunitensi, è sufficiente camminare a passo svelto per 150 minuti a settimana per ridurre il rsichio di diventare ipertesi. Un dato fondamentale considerato che, stando ai dati del Progetto Cuore del nostro Istituto Superiore di Sanità, le persone sedentarie che hanno anche un familiare già affetto dal disturbo corrono un rischio superiore del 70 per cento di ammalarsi rispetto al resto della popolazione.

[Fonte]

Photo credit | Think Stock

 

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