Eco fitness, l’allenamento a impatto zero

di Daniela Ciabattini Commenta

Pensate a come sarebbe attivare le macchine da fitness solo con l’energia emessa dal proprio corpo: bike, step e tutti gli altri macchinari del cardio fitness che si accendono via via che si utilizzano. Non è un’utopia, bensì l’anima dell’eco fitness che propone di andare in palestra senza sprecare energia.

L’eco fitness propone di fare fitness al buio e di attivare macchinari e palestra stessa sfruttando l’energia cinetica prodotta dal proprio corpo grazie ai muscoli. Lo scorso 15 aprile c’è stato un assaggio di questa proposta: nei centri e nei club con attrezzi Matrix Fitness di tutta Italia è stata fatta un’ora di lezione con le sole luci di emergenza, per dimostrare che è possibile anche realizzare delle aree di allenamento a zero emissioni, usando solo delle macchine meccaniche o auto-alimentati.

Insomma: fare fitness a impatto zero sta diventando una vera e propria tendenza applicabile, a quanto pare, anche ai macchinari generalmente alimentati dall’energia elettrica. Esempi di eco palestre esistono negli Stati Uniti, nelle quali si produce energia pedalando, utilizzando l’allenamento non solo per tenersi in forma o dimagrire ma, ad esempio, anche per ricaricare le batterie dell’iPod.

In Italia, a parte l’iniziativa del 15 febbraio scorso, le eco palestre appaiono ancora lontane, ma non per questo è impossibile allenarsi ad impatto zero e per farlo non è necessario fare chissà cosa: anche una semplice corsa al parco riduce le emissioni e non inquina, così come le passeggiate all’aria aperta.

Senza dimenticare, infine, la green gym che viene dall’Inghilterra: zappare, potare, tagliare il prato e fare giardinaggio con l’aiuto di un personal trainer che ottimizza i movimenti e che, oltre alla linea, fa bene anche all’orto e al giardino; una tendenza che è arrivata anche in Italia e che oltre alla cura degli spazi verdi, permette di allenare gambe e braccia, tonificare i muscoli e favorire l’attività dell’apparato respiratorio e di quello cardiocircolatorio.

 

Photo Credit | Thinkstock

 

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