Lo yoga aiuta a ridurre i problemi cardiaci

di Daniela Ciabattini Commenta

yoga e problemi cardiaci

Il successo dello yoga ha ormai decisamente varcato i confini orientali per diffondersi in occidente e diventare una tra le discipline più praticate e, naturalmente, oggetto di indagini e studi scientifici: basti pensare che dagli anni Ottanta a oggi ne sono stati pubblicati oltre 1000. Una delle ultime ricerche sullo yoga riguarda i benefici che questa disciplina apporta a livello cardiaco e alla respirazione.

Proprio la respirazione è uno degli ambiti nei quali lo yoga è da sempre considerato più efficace. In questa disciplina infatti, il ritmo respiratorio è molto più lento, l’ispirazione avviene in tre tempi: prima viene mobilitato il diaframma, poi il torace basso e, infine, quello alto. Questo sistema di respirazione è quello che adottano in modo spontaneo dalle popolazioni dell’Himalaya che, tra l’altro, sono tra le più longeve del pianeta.

Diversi studi hanno dimostrato che il rallentamento volontario della respirazione è in grado di rendere più efficienti i sensori che comunicano al cervello la quantità di anidride carbonica e di ossigeno presenti nel sangue , regolando, così, i livelli di pressione arteriosa e i gas nel sangue. Fare yoga, dunque, aiuta il cervello a sopportare anche elevati livelli di anidride carbonica e a regolare gli ormoni dello stress, il tutto con una respirazione efficace.

Un’ulteriore prova dell’importante legame tra cervello, cuore e respirazione è stato evidenziato anche da una nuova ricerca diretta dall’University of Kansas Hospital; lo studio è stato condotto su circa cinquanta pazienti che soffrivano di fibrillazione atriale, una patologia che provoca battito irregolare e che impedisce al cuore di pompare normalmente. Nei primi tre mesi di ricerca i pazienti hanno svolto un’attività fisica a loro scelta, mentre nei tre successivi hanno svolto sessione di yoga di 45 minuti per tre volte alla settimana.

Grazie all’applicazione di cardiofrequenzimetri, i ricercatori si sono resi conto che, durante i mesi nei quali i volontari avevano fatto yoga, gli episodi di fibrillazione erano scomparsi: ciò dimostrerebbe come questa disciplina sia in grado di regolare il battito del cuore e il rilascio dell’adrenalina che è una delle cause principali della tachicardia.

 

[Fonte]

 

Photo Credit | Thinkstock

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