Una nuova tendenza, l’allenamento funzionale

di Piera 4

Durante le varie attività quotidiane il nostro corpo è chiamato a compiere una serie di movimenti e di azioni, anche complesse, e, anche se non sembra perchè si tratta di attività a cui si è abituati, è necessario un grande controllo del corpo. Ad esempio, un’operazione frequente ed apparentemente semplice, quella di posizionare una scatola su uno scaffale è in realtà un movimento che coinvolge tre gruppi articolari e una buona quantità di muscoli.  Nella vita quotidiana, insomma, si svolgono con più frequenza attività più complesse ed impegnative degli esercizi eseguiti in palestra.

Qui, infatti, sotto l’occhio di istruttori specializzati, ci si allena con movimenti precisi ed una specifica tecnica d’esecuzione utilizzando carichi equilibrati, stabiliti in base alle proprie capacità ed agli obiettivi dell’allenamento. Si compiono dei movimenti validi per mantenere in forma il fisico, ma che, poi, non corrispondono effettivamente alle azioni che si compiono durante il giorno. Su questi presupposti è nato e sta prendendo sempre più piede l’allenamento funzionale, ovvero una modalità di training che mira ad avere un ottimo controllo del proprio corpo e dei movimenti, allenando il fisico a svolgere con più semplicita anche le azioni quotidiane per raggiungere un elevato livello di benessere fisico.

Questa metodologia di allenamento, conosciuta anche con il termine inglese functional training, si basa su esercizi collegati alla naturale funzione del muscolo stesso e costituisce una delle ultime tendenze nel settore. Al di là dell’aspetto estetico, obiettivo che viene poi raggiunto indirettamente perchè gli esercizi consentono di avere un fisico tonico, slanciato e scattante, viene privilegiato l’aspetto salutistico globale.

Una sessione di allenamento funzionale, quindi, non utilizza le macchine tradizionali che vi sono in sala pesi, ma utilizza movimenti a corpo libero o svolti con l’ausilio di alcuni attrezzi, come elastici, palle mediche, tappeti, cavi, kettlebell, funi, sand bag, e pedane destabilizzanti e, a volte, può essere un workout consigliato anche per la riabilitazione dato che, in pratica, si va ad educare il muscolo al movimento.

Un elemento fondamentale è la propriocettività, ovvero la capacità di controllare il proprio corpo, che viene allenata spesso con l’utilizzo di strumenti come il bosu, superfici instabili e gymball, o con il pilates per rinforzare il cosidetto “core”, ovvero la parte centrale del corpo dove vi sono i principali muscoli stabilizzatori, responsabili anche dell’equilibrio, come gli addominali, ed assumere la postura corretta. In pratica, si lavora sulla muscolatura profonda e si vanno ad eseguire movimenti molto più simili a quelli svolti durante le tradizionali attività quotidiane.

Ecco allora che, in una sessione di allenamento, possono essere inseriti esercizi di equilibrio, squat ed affondi per rinforzare la parte inferiore del corpo, e movimenti rapidi ed improvvisi che reclutano le fibre veloci dei muscoli e consentono di avere un elevato grado di reattività. Inoltre, poichè si assecondano i movimenti naturali del corpo e dato che circa l’ 85% dei muscoli si muove effettuando movimenti di rotazione e torsione, sono sempre presenti esercizi che appartengono a questa tipologia. Si tratta di una tipologia di allenamento che richiede il controllo costante dell’istruttore per cui è spesso inserita nelle sedute di personal training.

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