Le proprietà delle arance

di Paoletta Commenta

 Non c’è periodo migliore per fare una bella scorpacciata di arance, visto che gennaio, febbraio e marzo sono i tre mesi in cui il frutto arancione che spicca per la ricchezza di vitamine diventa particolarmente gustoso.

La peculiarità non trascurabile è che si adatta a svariati tipi di ricette (che spaziano dagli aperitivi al dolce senza trascurare primi e secondi piatti) e sa garantire una serie di benefici interessnti scaturiti dalle proprietà che lo distingue.

Molte sono le virtù che possiamo attribuire a questo frutto, originario della Cina, ma che cresce bene in tutti i climi miti e di cui l’Italia – lungo l’asse del Mezzogiorno – è valido produttore.

L’arancia ha un alto contenuto di vitamina C, che esercita un’azione preventiva e curativa verso raffreddori e influenze, molto diffusi in questo periodo dell’anno: consumarlo fresco e in spremuta è la maniera migliore per trarre giovamento da ciascuna caratteristica nutritiva.

Inoltre, questa vitamina, essendo un antiossidante, protegge nel migliore dei modi l’organismo dai radicali liberi, che possono causare danni cellulari, processi degenerativi e invecchiamento di tessuti. La vitamina C, inoltre, favorisce l’assorbimento del ferro necessario ai globuli rossi del sangue e combatte la fragilità dei vasi sanguigni.

Questo frutto ha, ancora, un discreto contenuto di vitamina A, importante per la crescita, la vista e l’integrità di pelle e mucose; è ricco di potassio, minerale indispensabile per l’attività muscolare e quindi anche per quella del cuore. Contiene zuccheri facilmente assimilabili dall’organismo, porta con sè fibre utili a regolare l’intestino e ha un basso valore calorico (sono circa 35 le calorie per ogni 100 grammi di polpa consumata).

La polpa dell’arancia si distungue poi per le proprietà dissetanti, vitaminizzanti con azione protettiva sull’organismo, toniche per l’energia fornita dai suoi zuccheri e aperitive poichè stimola la produzione dei succhi gastrici.

Per questa ultima proprietà, se si ha lo stomaco delicato e la digestione difficile, è vivamente consigliato un consumo parco e moderato mentre val la pena (purtoppo) evitarne l’utilizzo in caso di gastrite.

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