Acquaticità, la campagna nazionale per avvicinare i bambini agli sport d’acqua

di Daniela Ciabattini Commenta

Far avvicinare i bambini agli sport acquatici; è questo uno degli obiettivi di Acquaticità e Sicurezza 0-12 anni, la campagna nazionale di sensibilizzazione sull’approccio dei bambini all’ambiente acquatico. La campagna che, ha come testimonial il calciatore Gianluca Zambrotta e il primatista mondiale di immersione in apnea Nicola Brischigiaro, vuole sensibilizzare bambini e genitori sulla sicurezza in acqua e, allo stesso tempo, far avvicinare i più piccoli all’affascinante mondo dello sport in acqua.

Nicola Brischigiaro è anche l’ideatore del programma di formazione e sarà lui ad accompagnare i bambini nei primi bagni, da quelli in piscina fino a quelli in mare.

L’iniziativa è molto importante, considerando anche che, secondo i dati OMS, l’annegamento è ancora tra le prime cause di mortalità in età pediatrica; basti pensare che, ogni anno sono circa tre milioni i ragazzi che sono vittime di infortuni in acqua, anche gravi.

Secondo Brischigiaro la prima cosa da far capire sia ai genitori che ai bambini, è l’importanza di una corretta respirazione sopra e sotto l’acqua, in quanto saper respirare bene in un elemento molto spesso temuto come l’acqua, aiuta ad essere più consapevoli e più rilassati.

Il percorso ideato da Brischigiaro parte da piccolissimi, iniziando con l’educare i genitori al mondo in cui fare il bagnetto ai bambini, in seguito si può passare alla scoperta del mare; secondo il campione, se i piccoli sono abituati fin dai primi mesi di vita in acqua, non avranno problemi a sguazzare anche in mare o in piscina, anche se non bisogna mai forzarlo bensì rispettare i suoi tempi. Importante è che i genitori si dimostrino tranquilli e rilassati, magari cercando di coinvolgere il bimbo in giochi a bordo vasca o in riva al mare.

Una volta che i bambini avranno imparato a muoversi con un po’ di sicurezza in acqua si può iniziare ad insegnarli a nuotare. La prima e fondamentale regola è quella di entrare in acqua dove si tocca e fargli sperimentare le varie posizioni del nuoto, magari con l’ausilio di galleggianti.

Gli accessori acquatici non sono vietati ma, spiega Brischigiaro, vanno usati ogni tanto, e solo se sono bambini molto attivi e con almeno 16 o 18 mesi. Se i braccioli possono essere utilizzati con parsimonia, è assolutamente vietata la ciambella, in quanto non permettono i movimenti giusti e alterano anche la percezione del corpo all’interno dell’acqua.

 

[Fonte]

 

Photo Credit | Thinkstock

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>