Vampate di calore, l’esercizio fisico le riduce

di Silvana Commenta

Le vampate di calore rappresentano un disturbo che interessa il 70 per cento delle donne. Iniziano a fare la propria comparsa alla soglia dei 50 anni e sono causate da anomalie dei livelli di estrogeno legate all’insorgenza della menopausa. Si manifestano come un’intensa sensazione di calore alla parte superiore del corpo con arrossamento e sudorazione abbondante.

La loro frequenza e intensità sono massime nei mesi successivi alla scomparsa del ciclo mestruale e tendono attenuarsi nei due anni successivi, pur presentando una grande variabilità individuale. E’ già noto che le vampate di calore, o caldane che dir si voglia, sono percepite con maggiore intensità dalle donne obese e che, poichè aumenta le capacità termoregolatorie dell’organismo, l’esercizio fisico può attenuare il fastidio da esse rappresentato.

Lo conferma uno studio condotto negli Stati Uniti, presso la Pennsylvania State University, su un campione di 92 volontarie in menopausa di età compresa fra 40 e 59 anni. Tutte mostravano sintomi da lievi e moderati e nessuna seguiva la terapia ormonale sostitutiva.

Lo studio, precisa il professor Steriani Elavsky che lo ha coordinato, era finalizzato a valutare l’efficacia dell’attività fisica sulla riduzione delle vampate di calore. Attraverso un complessa sistema di monitoraggio gli studiosi statunitensi hanno confermato che gli episodi interessavano in misura maggiore donne inattive e in sovrappeso e che a una maggiore attività fisica seguivano minori episodi.

E’ sbagliato quindi, sottolinea Elavsky, evitare l’attività fisica, il fitness, nella convinzione che possa peggiorare la situazione. Insieme all’esercizio fisico regolare, aggiungiamo noi, può essere di grande aiuto modificare un po’ le abitudini alimentari: evitate cibi piccanti o troppo speziati, caffè, tè, alcol e grassi. Preferite piuttosto cibi freschi, ricchi di isoflavoni, come la soia.

Solo se i sintomi della menopausa si fanno troppo frequenti e intensi il medico può valutare l’opportunità di ricorrere a una terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni.

Photo credit | Think Stock

[Fonte]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>