Le proprietà della soia

di Paoletta 2

Conoscere le proprietà dei cibi è il primo passo per capire quali e quanti benefici possano gli stessi apportare al corpo umano. Arriveremo pian piano a conoscere i principi di molti alimenti che ci accompagnano nella vita di tutti i giorni e di quelli che, al contrario, entrano a far parte del nostro quotidiano solo in occasioni sporadiche.

Tra i tanti cibi che meritano un richiamo particolare, vi è senz’altro la soia sebbene la stessa non appartenga, per tradizione e divulgazione, a quella che è l’alimentazione che più ci caratterizza e che più propriamente chiamiamo dieta mediterranea.

La pianta della soia ( Glycine max) è una leguminosa di origine asiatica, dove costituisce l’alimento base da oltre 5000 anni. Si utilizzano i semi, che sono ricchi di proteine, lipidi, glucidi, vitamine, saponine e isoflavoni. La componente proteica (42%) è altamente digeribile e ricca in aminoacidi essenziali.

A differenza di svariati altri legumi le cui proteine mancano di alcuni aminoacidi essenziali, la soia li contiene invece tutti. Anche per queste caratteristiche nutrizionali può quindi sostituire in tutta tranquillità la carne, con il vantaggio di essere priva di purine, ovvero sostanze che provocano depositi di acido urico nelle articolazioni.

Dalla soia, mediante vari procedimenti, si estraggono una serie di prodotti alimentari, ormai piuttosto diffusi e utilizzati sia dai vegetariani che dagli onnivori: farina di soia, azuki rossi, proteine di soia, tofu, tempeh, shoyu, olio di soia, miso, salse di soia, germogli di soia, latte di soia e via dicendo.

Per quanto riguarda l’utilizzo della soia come alimento, è importante sottolineare che nelle popolazioni con alimentazione ad alto contenuto di questo legume, è stata riscontrata una minore incidenza, statisticamente significativa, di disturbi climaterici, osteoporosi, malattie cardiovascolari, carcinoma mammario e del colon.

Inoltre, gli isoflavoni della soia hanno una struttura simile a quella degli ormoni femminili e concorrono a limitare alcuni disturbi tipici della menopausa.

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