Il trekking è scoperta dell’ambiente e del movimento

di Paoletta Commenta

Partire dal trekking per ritrovare uno stato di forma decente e provare – con il passare delle sessioni e dei giorni – a intensificare l’esercizio fisico.

Partire dal trekking, si diceva: perché si tratta di un’attività sportiva non competitiva che consiste nel camminare lungo sentieri, mulattiere, itinerari di varia lunghezza, che si snodano in mezzo alla natura, facendo tappa in rifugi, bivacchi o centri abitati.

Se l’incipit dovesse essere il trekking, a conti fatti, si mettono insieme due fattori fodamentali: quello del muoversi, evidentemente, e l’altro. Ovvero, quello di farlo all’aria aperta tra paesaggi che meriterebbero d’essere immortalati e non dimenticati più.

In Italia, il territorio disponibile per le escursioni è ampio e vario: va dall’alta montagna ai fondovalle, fino agli immensi bacini collinari, che caratterizzano gran parte delle zone alpine ed appenniniche. L’escursionismo non consiste in una sfida alla natura e non è una gara per vedere chi arriva primo o un modo per stabilire un record.

Trekking è conoscenza del territorio attraverso l’osservazione dei luoghi, della flora e della fauna, dei segni dell’uomo e delle culture presenti. E’ piacere di camminare nell’ambiente, che suscita grazie alla conoscenza diretta sul campo, l’interesse verso un maggiore impegno di tutela del territorio. L’escursionista è il primo ad amare e rispettare i luoghi che attraversa.

Il trekking è alla portata di tutti: si possono scegliere itinerari facili, adatti anche ai principianti o a chi ha problemi ad affrontare forti dislivelli. Inoltre, si può praticare in ogni periodo dell’anno, decidendo il percorso anche in base alla stagione. Il passo dell’escursionista è lento.

Quando avverte la fatica si ferma a recuperare lo stato di equilibrio fisico e respira profondamente per permettere un’ossigenazione più rapida del sangue. Lo sforzo è moderato e il battito cardiaco deve essere tra i 100 e i 130 battiti al minuto. In salita, soprattutto nei tratti più ripidi, il passo, sempre continuo e regolare, deve avere un’ampiezza ridotta; nei tratti in discesa si fa, invece, più ampio, con un ritmo che, a seconda del sentiero e delle sue difficoltà, può diventare più veloce.

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