La lesione del menisco

di Paoletta Commenta

La lesione del menisco: mi hanno sempre detto, nei contesti sportivi in cui mi è capitato di interagire a livello amatoriale o agonistico, che prima o poi ai professionisti di determinate discipline capita di vivere un infortunio simile.

Fra le parti più soggette a traumi, soprattutto nello svolgimento di sport dai movimenti rapidi – quale può essere il calcio – o di costante carico articolare – come avviene nel caso dello sci – vi sono senza ombra di dubbio i menischi.

Se sollecitate in modo inopportuno o eccessivo, in particolare con movimenti veloci di estensione o con rotazioni esagerate dovute a improvviso blocco del piede, tali delicate strutture si possono disinserire o presentare una rottura longitudinale.

Si forma in questo caso quel che si suole definire come “occhiello” che s’incunea tra femore e tibia bloccando l’articolazione. Rimanendo tali strutture “pinzettate” tra femore e tibia, determinano conseguentemente un blocco articolare e provocano forte dolore.

Talora può accadere che si stacchi un frammento: da lì, le conseguenze di una sensazione acuta di male e l’immobilizzazione dell’arto. A tale traumatologia sono particolarmente soggetti i menischi interni, strutturalmente meno mobili.

In questi casi quel che va fatto è raffreddare con ghiaccio l’arto leso per limitarne il gonfiore, immobilizzarlo con una fasciatura elastica, metterlo a riposo e tenerlo sollevato fino a che non sia possibile l’adeguata terapia medica o ospedaliera.

Dopo l’intervento del medico e gli opportuni esami (che sono ovviamente necessari e dai quali si può evincere il conseguente percorso di intervento e riabilitazione) si passa a una semplice operazione chirurgica che permette l’asportazione delle parti rotte, salvaguardando, se possibile, le altre non compromesse del menisco per evitare processi di artrosi precoce.

Quel che occorre ribadire è che l’articolazione può essere funzionale anche senza i menischi ma è evidentemente meno salda e compatta di una articolazione integra. Dopo poche settimane dall’intervento, la riabilitazione può essere man mano intensificata fino a una ripresa – lenta e graduale – dell’attività fisico-motoria.

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