Sport invernali, ecco come proteggere gli occhi

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Ogni anno, oltre nove milioni di italiani scelgono la montagna per le vacanze invernali. Tuttavia, l’ambiente d’alta quota presenta sfide uniche per la salute della vista: l’intensità dei raggi UV aumenta fino al 30% ogni 1.000 metri di altitudine e la neve riflette oltre l’80% della radiazione solare.

In assenza di precauzioni, il rischio di lesioni oculari è elevatissimo. Gli sport invernali sono molto praticati durante la stagione fredda, ma bisogna fare attenzione alla salute degli occhi, quelli che tendono ad essere maggiormente soggetti a stimoli esterni durante le varie attività all’aperto.

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I rischi principali: Fotocheratite e secchezza

Il pericolo più immediato è la fotocheratite, una dolorosa infiammazione della cornea paragonabile a una “scottatura solare” dell’occhio. I sintomi, che compaiono spesso ore dopo l’esposizione, includono arrossamento, lacrimazione intensa e visione offuscata. A lungo termine, l’esposizione non protetta accelera lo sviluppo di patologie gravi come la cataratta o danni retinici. Inoltre, l’aria fredda e secca accelera l’evaporazione del film lacrimale, causando irritazioni e affaticamento.

Risulta essere fondamentale quindi, quando si decide di praticare degli sport invernali, prendere le giuste precauzioni, affidandosi anche ad un adeguato equipaggiamento. La protezione oculare deve essere considerata essenziale quanto il casco. Per una difesa efficace è necessario affidarsi a filtri UV certificati. Questo significa che bisogna scegliere lenti che blocchino il 100% dei raggi UVA e UVB. Per lo sci, sono raccomandati filtri di categoria 3 o 4. Anche il design è importante, ossia optare per maschere che devono aderire al volto per impedire il passaggio laterale di radiazioni e vento. Tra i materiali consigliati ritroviamo il policarbonato, ideale poiché leggero, infrangibile in caso di caduta e privo di distorsioni ottiche. Infine lenti anti-appannamento e sistemi di ventilazione sono cruciali per mantenere la visibilità nonostante il contrasto termico.

Buone pratiche e idratazione

Oltre all’equipaggiamento, il benessere visivo dipende dalle abitudini. È fondamentale mantenere l’idratazione corporea bevendo acqua regolarmente, poiché la disidratazione influisce direttamente sulla qualità delle lacrime. È utile anche forzarsi a ammiccare frequentemente per distribuire l’umidità sulla cornea, contrastando l’azione del vento.

Il riposo notturno (almeno 7 ore) è indispensabile per la rigenerazione del tessuto oculare. Sul campo, è bene evitare di strofinare gli occhi con le mani sporche e utilizzare lacrime artificiali per eliminare polvere o residui di ghiaccio. Infine, non bisogna sottovalutare la protezione solare (SPF 50+) sulla zona perioculare, estremamente sottile e soggetta a scottature anche nelle giornate nuvolose.

In sintesi, un approccio consapevole che unisca dispositivi tecnici adeguati, corretta idratazione e igiene permette di godersi la montagna in sicurezza, preservando la salute della vista nel tempo.

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