Spinning, il ciclismo in palestra

di Gioia Bò 1

Stanchi delle solite passeggiate in bici sotto il sole cocente dell’estate o nel gelo invernale? E allora potreste provare con la pratica dello Spinning, una disciplina di recente introduzione nelle palestre nostrane, ma già entrata nel cuore di numerosi appassionati. Di cosa si tratta?

E’ un’attività nata molti anni fa come preparazione degli atleti impegnati nel ciclismo su strada, da effettuarsi però nel chiuso di una palestra. Successivamente un ciclista americano (tale Johnny Goldberg) la perfezionò fino a farla diventare ciò che noi chiamiamo Spinning.

Si tratta in pratica di una sorta di ciclismo “da fermo”, praticato in gruppo e a tempo di musica, sotto la guida di un istruttore specializzato. E sarà proprio l’istruttore a dettare i ritmi, facendo in modo che i vari “pedalatori” (spinmen) vengano trasportati in una dimensione illusoria, dove la fatica viene sopportata con maggiore facilità.

Quanto bisogna essere allenati per partecipare ad una lezione di Spinning? Non occorre certo essere dei palestrati muscolosi, né tantomeno avere dimestichezza con l’uso assiduo delle due ruote, poiché l’attrezzo utilizzato (quella specie di bici fissa) offre la possibilità di regolare i ritmi a seconda delle proprie potenzialità. Ed è proprio per questo che tale disciplina si adatta perfettamente alle esigenze di chiunque, dai giovanissimi agli anziani, dai principianti a coloro che pedalano su strada per agonismo.

I benefici ottenuti con la pratica dello Spinning sono molteplici, a partire dal rafforzamento dei muscoli di tutto il corpo, compreso quello cardiaco, che viene sollecitato per tutta la durata dell’esercizio. E non dimentichiamo il miglioramento della postura, grazie alle diverse posizioni assunte nel corso della lezione, così come è da tenere in considerazione l’aumento della ventilazione polmonare e della resistenza fisica.

Insomma, lo Spinning, se eseguito nel modo corretto e sotto la guida di un istruttore professionista, può regalare al corpo la forma ottimale, sollecitando ogni più piccola fibra dell’organismo.

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