Le geometrie delle yoga

di Sara Mostaccio Commenta

Ridurre lo sport a numeri può essere utile per comprendere le tecniche di esecuzione di un esercizio, capire il proprio corpo, soppesare le forze in gioco e valutare i risultati ma pensare di ridurre lo yoga a geometrie ce lo fa apparire irrimediabilmente inaridito.

Eppure è interessante scoprire quanta geometria ci sia in ogni asana, quanta perfezione in ogni posizione, quanto studio nella ricerca e nel raggiungimento dell’equilibrio. Uno studio di cui il praticante non è sempre consapevole in termini scientifici ma che padroneggia nell’apprendere la tecnica e nell’essere capace di eseguirla.

A spiegare il risvolto scientifico della faccenda ci ha pensato Mason Walker che sul suo account Instagram Thetraveler ha analizzato numerosi asana dello yoga attraverso un approccio puramente matematico. D’altronde Walker è un fisico e il suo punto di vista strettamente scientifico offre una visione assai diversa ma anche molto interessante della pratica della disciplina orientale.

Si scopre che molte posizioni sono molto più complesse di quanto non si sospetti grazie alla visualizzazione delle geometrie, delle forze in gioco e dei numeri che le illustrano nelle immagini pubblicate su Instagram.

Nelle posizioni più o meno naturali che il corpo assume eseguendo le posizioni yoga si riscontra la presenza di molte geometrie perfette ed entrano in gioco forze fisiche di cui non sempre siamo consapevoli.

Conoscerle non è indispensabile, non se si apprende la tecnica e si pratica per ragioni diverse dalla mera esecuzione di una posizione geometricamente perfetta – un aspetto pur presente nello yoga ma non centro preponderante. Ci piace però scoprire che dietro ad ogni movimento c’è uno studio esatto, anche se non sempre consapevole, dei pesi, delle forze, delle geometrie del corpo che creano un equilibrio.

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