Beach soccer, giocare a calcio sulla sabbia

di Piera Bellelli 2

Il Beach soccer, come si intuisce dal nome, è il calcio giocato sulla sabbia che ha ottenuto un suo riconoscimento ufficiale nel 2000 diventando cosi uno sport praticato a livello nazionale ed internazionale. Simile al calcio per le regole, ed al “calcetto” per il numero di giocatori, si tratta di uno sport adatto ad essere praticato d’estate in compagnia degli amici.

Il Beach Soccer nasce ufficialmente nel 1992, nel 1994 viene trasmesso in TV il primo evento sulla spiaggia di Copacabana e da allora ha conquistato il cuore degli appassionati di calcio, ma anche di coloro che amano gli sport da spiaggia. Una partita prevede lo schieramento di una squadra di  5 giocatori, ed altrettanti in panchina, ma a differenza del calcio i cambi sono illimitati. Il beach soccer si gioca in tre tempi da 12 minuti, con una pausa di circa 3 minuti, le punizioni vengono tirate senza barriera, quindi direttamente in porta.  Si tratta di un calcio leggermente modificato ed adattato ad essere giocato sulla sabbia.

Oltre ad alcune differenze nelle regole di gioco e nella struttura del campo, il beach soccer richiede un impegno fisico diverso dal calcio giocato sul campo. La sabbia è un terreno molto più pesante e complesso da affrontare che rende il gioco meno veloce e più pesante. Si gioca a piedi rigorosamente scalzi e, se da un lato questo aumenta la propriocezione, dall’altra permette anche di ridurre ilr ischio di infortuni tanto che, a volte, il beach soccer viene praticato da chi deve recuperare la forma fisica dopo un trauma.

Giocare a calcio sulla sabbia, però, è un buon modo per sottoporre il corpo ad un lavoro funzionale oltre che un’ottima soluzione anche per la preparazione atletica di chi gioca a calcio a livello amatoriale.

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