150 minuti di attività fisica a settimana riducono il rischio di morte

di Daniela Ciabattini Commenta

attività fisica moderata

L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla chiaro: dovremmo praticare almeno 150 minuti di attività fisica alla settimana, scegliendo se farla moderata o vivace. L’Oms, però, non fornisce le indicazioni relativa alla frequenza settimanale con la quale eseguire l’attività fisica, ma a dare i giusti suggerimenti ci pensa uno studio condotto in Canada.

Il dottor Ian Janssen, della Queens University in Canada, insieme ai suoi colleghi ha studiato 2.324 pazienti adulti sottoposti ad attività fisica per almeno 150 minuti alla settimana secondo le indicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’obiettivo dell’indagine era mettere in relazione la quantità e la frequenza dello sport con fattori di rischio per le malattie cardiache, il diabete e l’ictus.

Dallo studio dei dati i ricercatori hanno determinato che i 150 minuti di esercizio concentrati in alcuni giorni non sono meno utili di quelli che hanno svolto sport in modo più dilazionato. In particolare, gli scienziati hanno messo in relazione lo sport con la sindrome metabolica, ossia un insieme di fattori che collocano la persona in una fascia di rischio per malattie come quelle cardiovascolari, quelle epatiche e il diabete, confermato l’importanza dell’attività fisica per prevenire tale patologia.

Ritornando ai 150 minuti consigliati dall’Oms, gli esperti sostengono che fare attività fisica almeno questi minuti serva a proteggere il cuore, ridurre il rischio di morte e l’insorgenza di gravi malattie con il tumore al seno e al colon. Se ci pensiamo bene 150 minuti a settimana non sono altro che venti minuti al giorno: un impegno veramente minino ma che aiuta a metterci al riparo da importanti patologie.

Del resto, si sa, l’attività fisica ha un ruolo fondamentale nella nostra salute, e ora arriva la conferma scientifica su fatto che sia anche utile per ridurre l’incidenza di alcuni tumori, come spiega Ala Alwan, assistente del direttore generale Oms per le malattie non trasmissibili:

L’attività fisica ha un ruolo forte per ridurre l’incidenza di determinati tumori. L’inattività è il quarto principale fattore di rischio per tutte le morti a livello mondiale, con il 31% della popolazione del pianeta che non è fisicamente attivo.

 

Photo Credit | Thinkstock

 

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