Allenarsi con regolarità riduce il rischio di demenza

di Lucia D'Antuono Commenta

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La demenza, nelle sue diverse forme, è sempre più diffusa tra la popolazione mondiale. Attualmente sono circa 55 milioni le persone affette da questo tipo di patologia, un dato che negli anni crescerà sempre più, arrivando addirittura a 139 milioni nel 2050.

Cifre assolutamente spaventose e che vede come protagonista principale l’Alzheimer, il vero male del secolo che purtroppo non ha ancora una cura.

L’attività fisica come cura alla demenza

La perdita di memoria è solo una fase iniziale della demenza, perché poi si arriva all’incapacità di svolgere le più semplici attività quotidiane, regredendo sempre più. Cosa fare a questo punto per evitare che la demenza si manifesti prima del solito? A quanto pare grazie all’attività fisica si può ridurre il rischio di sviluppare tale patologia e lo studio arriva dall’American Academy of Neurology.

Nello specifico l’attività cardiorespiratoria regolare può ridurre del 33% il rischio di sviluppare un’Adrd, ovvero malattia di Alzheimer o forme di demenza correlata. Allenarsi con regolarità riduce notevolmente la possibilità di ritrovarsi a fare i conti con qualsiasi forma di demenza, ma chiaramente si è arrivati a tale conclusione attraverso uno studio ben approfondito che sarà presentato in occasione del 74-esimo meeting dell’American Academy of Neurology dal 2 al 7 Aprile a Seattle.

La ricerca sulla correlazione tra attività fisica e demenza

Una ricerca che è durata ben nove anni, tenendo conto di un campione di circa 650mila veterani con età compresa tra i 30 ed i 95 anni. Sono stati effettuati principalmente dei test fisici, sottoponendo ogni singola persona ad un allenamento più o meno faticoso, a seconda chiaramente delle possibilità del soggetto in questione. Quello che è emerso principalmente è che allenarsi con regolarità, provando a migliorare con il tempo le proprie performance fisiche, riduce notevolmente il rischio di imbattersi in fattori legati alla demenza.

Lo studio è stato approfondito e migliorato con il tempo, tenendo conto principalmente del Met, acronimo di Metabolic equivalence task, tradotto “Equivalente metabolico dell’attività” e stima la quantità di energia utilizzata dall’organismo durante l’attività fisica a prescindere da dati soggettivi come il peso corporeo. Più il Met è elevato, quindi il soggetto può sostenere uno sforzo fisico alquanto importante, e meno probabilità ci sono di sviluppare la demenza.

Ciò non significa che bisogna diventare degli atleti professionisti, ma quello che conta è provare sempre ad allenarsi con regolarità aumentando pian piano le difficoltà. Non basta solo affidarsi a lunghe passeggiate, bisogna integrare anche qualche sforzo fisico maggiore. Chi svolge una vita troppo sedentaria ha più probabilità di fare i conti in futuro con la demenza.

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