L’attività fisica per combattere l’Alzheimer

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L’Alzheimer è una malattia che colpisce le persone tra i  65 e gli 85 anni ed è la prima causa di demenza senile. Di questo disturbo, scoperto nel 1907 dal neurologo Alois Alzheimer, da cui deriva il nome, ne sono affetti in Italia circa 500mila ammalati ed il 5% della popolazione over 60. Oggi non esiste una curca in grado di prevenire e curare questa patologia, ma solo alcune modalità per frenare il decorso e migliorare la vita di chi ne è colpito. Alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia dell’attività fisica per combattere l’Alzheimer.

L’effetto benefico dell’attività fisica per combattere i sintomi ed arrestare il decorso dell’Alzheimer sono stati analizzati attraverso una serie di studi scientifici che hanno trovato pubblicazione e credito presso autorevoli riviste internazionali. I fattori di rischio e le cause della malattia di Alzheimer sono diverse e si ritrovano nella storia familiare e nella presenza dell’ apolipoproteina E 4 allele, ma anche in alcuni fattori legati allo stile di vita, come stress e depressione, ambiente e cultura.

Chi ha una cultura pià elevata, infatti, ha una sorta di “riserva cognitiva” che renderebbe più difficile l’instaurarsi della malattia. Il cervello, infatti, conserverebbe una funzione celebrale migliore. Su questa linea si collocano anche gli studi che hanno analizzato l’effetto dell’attività fisica nella riduzione del rischio di demenza. L’attività fisica svolta con costanza, infatti, presuppone uno sforzo cognitivo che contribuisce e migliorare l’afflusso di sangue e l’ossigenazione al cervello, stimolare l’ippocampo e ridurre la perdita di tessuto cerebrale.

L’attività fisica costituisce una sorta di allenamento per la mente, così come dimostrato dai test svolti sui topi. Tra i vari studi, uno dei più autorevoli, per risultati e per eterogeneità del campione è il Framingam Study che ha coinvolto 3.349 partecipanti non affetti da demenza e valutati ogni due anni a partire dal 1975. L’associazione dell’ indice di attività fisica quotidiana (PAI), che valutava per ognuno il tempo e la tipologia di attività fisica, ha evidenziato una significativa correlazione tra la pratica di attività fisica intensa e moderata e la riduzione, di circa il 40%, del rischio di demenza.

Vi sono ancora altri studi che evidenziano questi risultati come l’Asia Aging Study Honolulu, che ha scoperto l’effetto benefico della camminata per ridurre il rischio di Alzheimer del 40% o la ricerca Health, Aging and Body Composition Study, dell’University of California che ha confermato il legame tra attività aerobica e riduzione del rischio.

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