Allenarsi a piedi nudi, come e perché

Quali vantaggi offre allenarsi a piedi nudi anziché con le scarpe sportive? Lo scopriamo analizzando i benefici di una pratica che, a seconda dello sport praticato, può avere ottimi risvolti positivi sul proprio benessere.

allenarsi a piedi nudi

La funzione principale della scarpa, mode a parte, è quella di proteggere il piede e l’uomo se ne serve sin dal paleolitico per ripararsi dalle asperità del terreno e da condizioni climatiche difficili. In definitiva è per gli stessi motivi che le utilizziamo ancora oggi. Nello sport, però, la giusta scarpa può correggere o migliorare la tecnica. Ma sempre?

No. Se è vero nella corsa, dove una buona ammortizzazione previene il rischio di lesioni a carico delle articolazioni, non è necessariamente vero nel caso di altri sport. Ecco perché si va affermando la pratica dell’allenamento a piedi nudi che permette di ritrovare un nuovo equilibrio e una propriocezione più profonda del corpo.

Ce ne accorgiamo subito se cominciamo a camminare scalzi dentro casa per qualche minuto, prestando attenzione alle sensazioni che provengono dal piede nudo che si muove sulle superfici. È una sensazione di cui possiamo servirci per sviluppare una maggiore consapevolezza del corpo, correggere l’appoggio e intervenire a vari livelli, dalla postura alla tecnica nell’esecuzione di diversi esercizi, inclusa la corsa.

L’ideale è lavorare con l’accompagnamento di un professionista che illustra quali esercizi eseguire per “riprogrammare” il piede imparando nuovamente come appoggiarlo in maniera corretta e sviluppando una propriocezione più avanzata. Questo maggiore controllo avrà ricadute positive su ogni aspetto della nostra vita, sia quotidiana che sportiva.

Attraverso una serie di esercizi specifici, alcuni dei quali potete scoprirli già nel video che vi proponiamo, si lavora con i muscoli del piede, si migliorano equilibrio e postura e si interviene anche sulle connessioni neuromuscolari conquistando un miglior controllo del proprio corpo.

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Retro-running: correre all’indietro per allenarsi meglio

Parlando di retro-running potrebbe venirci mente la pratica della corsa ai vecchi tempi andati e invece si tratta molto più semplicemente di corsa all’indietro. Si tratta di una pratica che di recente si sta affermando sempre più come una nuova moda che promette di massimizzare l’efficacia dell’allenamento.

retro-running

Ma quali sono i vantaggi di questa corsa a marcia indietro e quali i possibili inconvenienti? È quello che proveremo a scoprire. Intanto apprendiamo che si tratta addirittura di una disciplina che ha un campione del mondo. È Sandra Corcuera, quattro volte campionessa di retro-running.

La corsa all’indietro offre un primo indubbio vantaggio, cioè l’allenamento dell’equilibrio. Grazie si acquisice rapidamente un maggior controllo del proprio corpo controllando il movimento. Come conseguenza c’è anche una minore incidenza del rischio di lesioni.

Durante la corsa all’indietro lavorano i muscoli antagonisti rispetto a quelli che si utilizzano nella corsa in avanti, ma il resto della muscolatura non rimane comunque inattivo. In pratica l’allenamento diventa più intenso e completo, coinvolgendo un maggior numero di aree muscolari contemporaneamente.

Grazie al diverso movimento richiesto al corpo, si lavora in maniera differente anche con muscoli normalmente coinvolti nella corsa quali gambe e glutei. La posizione del corpo infatti cambia considerevolmente se corriamo in avanti o all’indietro. Oltre a gravare meno sulle articolazioni del ginocchio, con un minore impatto sul terreno, si allenano quindi in modo nuovo i muscoli consueti.

C’è però qualche inconveniente di cui è bene essere a conoscere. Il primo ovviamente è il rischio di cadere, visto che non si ha una visuale diretta di ciò che abbiamo alle spalle. Siamo costretti a voltarci spesso per controllare di non avere ostacoli lungo il percorso e con ciò si tende a sforzare il collo.

Via via che ci si abitua però è un problema che si supera, limitando al massimo i rischi di caduta. Ci si aiuta scegliendo di correre in zone sicure, prive di traffico e senza terreni accidentati che possano provocare cadute e incidenti. L’ideale sarebbe una pista di atletica, almeno fino a quando non si sarà acquisita familiarità con il movimento all’indietro e il nuovo equilibrio del corpo.

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10 consigli per prepararsi alla mezza maratona

L’arrivo della primavera vedrà un fiorire di gare podistiche in ogni angolo d’Italia ma per partecipare riuscendo a chiudere la corsa è importante pensarci per tempo: ecco 10 consigli per prepararsi alla mezza maratona.

prepararsi alla mezza maratona

I trucchi e le dritte saranno utili anche nel caso la vostra corsa sia ridotta nei chilometri oppure più lunga, arrivando addirittura ai 42 km della maratona. Sono suggerimenti relativi all’allenamento ma anche al riposo e all’alimentazione, tutti fattori essenziali per la buona riuscita dell’impresa.

Piano di allenamento

Cominciate con il crearvi un piano di allenamento che duri almeno 2-3 mesi, prevedendo un programma articolato per settimane durante le quali progredire via via aumentando il chilometraggio.

Quanti chilometri a settimana?

Non siate troppo fissati con le distanze, tenendo conto del fatto che ci possono essere giorni in cui si è meno performanti. Il trucco generale è aumentare la distanza percorsa ogni settimana di circa il 10% rispetto a quella precedente.

Allenarsi in gruppo

Aderire ad un gruppo per allenarsi insieme aiuta a mantenere alta la motivazione e ad evitare la monotonia. Attenzione però a scegliere un gruppo omogeneo, con obiettivi comuni e con livelli fisici di partenza simili.

Muscoli più forti

Per rendere meglio è importante allenare i muscoli che sostengono il corpo, gli danno la propulsione nella corsa e aiutano a proteggersi dalle lesioni. Associate quindi un allenamento di forza a settimana, meglio ancora se le sedute sono due.

Le scarpe giuste

Dopo un periodo di uso intenso l’ammortizzazione delle scarpe si scarica e vanno sostituite. Non trascurate questo aspetto, scegliete la scarpa giusta e cambiatela con frequenza. È il primo strumento di ogni corridore e il primo alleato per una buona prestazione e per proteggere le articolazioni. Non usate le scarpe nuove per la gara, preferite quelle già rodate che avete usato in allenamento per evitare brutte sorprese come le antipatiche vesciche.

Riposare bene

Dopo ogni allenamento intenso è essenziale prevedere una sessione di riposo. Può essere riposo attivo, con un allenamento blando e corto, oppure passivo, fermando l’attività per un giorno prima di ricominciare ad allenarsi. Dosate l’uno e l’altro tipo di riposo, senza trascurarne nessuno.

Il fisioterapista è un amico

Accumulare chilometri sulle gambe significa anche esporre il corpo ad una pressione notevole, muscolare e articolatoria. Una visita regolare dal fitioterapista vi rimette a nuovo.

Cardiofrequenzimetro

Un cardiofrequenzimetro è molto utile per tenere sotto controllo le pulsazioni del cuore e molti altri dati utili com velocità e distanza per capire se e quanto state progredendo. È utile anche un GPS che vi permette di seguire una traccia, creare la vostra, localizzarvi in caso di necessità.

Idratarsi

L’idratazione è essenziale per il buon funzionamento dei muscoli e va curata prima, durante e dopo l’allenamento, anche nel corso della gara. Non provate prodotti mai usati prima durante la gara, nel dubbio affidatevi alla semplice acqua oppure a bevande reidratanti che avete già sperimentato e di cui conoscete gli effetti.

Alimentazione curata

Il primo carburante per ogni prestazione fisica è il cibo che deve essere scelto con cura, deve essere di qualità e consumato con attenzione prevedendo spuntini capaci di ricaricare le energie anche durante la prestazione. È inoltre essenziale variare il più possibile i tipi di alimenti, optando per quelli stagionali e preferendo proteine nobili, carboidrati provienienti da cereali, frutta e verdure fresche, grassi di buona qualità.

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Running club, la nuova tendenza per la corsa

Allenarsi insieme ad un gruppo affiatato è un’ottima strategia per non mollare alle prime difficoltà e una delle tendenze fitness del 2016 riguarda proprio questo: nascono continuamente running club ideati per correre insieme ed essere costanti in uno sport che generalmente è molto solitario, il corridore con se stesso lungo la strada.

running club

L’aspetto comunitario di un running club fornisce la motivazione giusta quando non si ha troppa voglia di infilarsi le scarpe e uscire al freddo oltre ad essere una continua fonte di confronto e critiche costruttive sia sulla propria costanza che sulla propria tecnica di corsa, che così può migliorare continuamente.

Scegliere di far parte di un running club, o crearne uno con la propria cerchia di conoscenze, può essere la scelta vincente per affrontare il nuovo anno con la giusta determinazione a proseguire nell’attività fisica senza annoiarsi e abbandonare la sfida con se stessi.

Far parte di un gruppo è utile anche per pianificare l’allenamento in modo da avere un obiettivo a lungo termine, per esempio se si vuole arrivare a correre una maratona, ma anche tanti piccoli obiettivi a breve termine più facili da raggiungere e che danno soddisfazione. Affrontarli insieme ad uno o più compagni di avventura li renderà più semplici, anche grazie al sano spirito di competizione che di solito si instaura in un gruppo sportivo.

In definitiva, affrontare uno sport indivuduale in gruppo non può che portare vantaggi. E gli svantaggi? Trascurabili e tutti superabili. Possono dipendere dal divero grado di allenamento tra i membri del gruppo, cosa che si evita scegliendo persone con uno stesso livello fisico. Possono essere legati alla difficoltà di conciliare gli orari di tutti ma anche questo aspetto si supera con una pianificazione attenta dell’allenamento che non necessariamente deve essere eseguito tutti i giorni. Può bastare vedersi una volta o due a settimana e negli altri giorni allenarsi da soli.

10 consigli per correre la maratona

Correre la maratona è il sogno di chiunque corra per passione o per agonismo e per quanto sembri un miraggio lontano per tanti amatori è possibile farcela seguendo una serie di utili consigli che vi proponiamo.

correre la maratona

Ascolta il tuo corpo

È il primo passo che chiunque pratichi sport deve compiere per raggiungere qualunque obiettivo. Forzare ignorando i segnali di stanchezza porta solo a conseguenze negative. Sapere quando dire basta è più importante che tenere duro ad ogni costo.

Sii flessibile

Il corpo cambia, le nostre esigenze anche, adattarsi è importante per capire se i nostri limiti si sono spostati un po’ più in là. Vale lo stesso per l’attrezzatura tecnica: provate, sperimentate, scoprite le nuove opportunità offerte dalla tecnologia in fatto di scarpe.

Curate i vostri piedi

Piedi in forma corrono meglio. Conosciamo tutti la sgradevole sensazione di un callo o una vescica sul piede mentre corriamo.

Impara dagli altri

La competizione, quando è sana, è uno stimolo potente ma dagli altri possiamo anche e soprattutto imparare molto. Allenarsi in gruppo è una scelta vincente per prepararsi ad una maratona, sia per creare un appuntamento da non mancare, sia perché un altro può vedere i nostri errori e correggerci.

Usa la testa

Una maratona non si chiude solo con i piedi ma anche con la testa. Soprattutto con la testa. Avere chiaro un obiettivo deve precedere il primo passo di corsa.

Recupera

Non trascurate il recupero, sia fisico che mentale, perché bisogna dare al corpo il tempo di abituarsi ai cambiamenti e ai nuovi stimoli oltre che di riposare.

Mangia bene

A tavola comincia il vero allenamento di ogni sportivo perché il carburante per il nostro corpo è il cibo e dev’essere di qualità e pieno di energia. Per allenamenti lunghi è importante mangiare non solo prima e dopo ma anche durante, per recuperare le riserve esaurite durante lo sforzo.

Idratati meglio

Senza idratazione il muscolo non funziona dunque idratarsi correttamente è fondamentale per procedere in qualunque tipo di allenamento, soprattutto nel caso di allenamenti lunghi come quelli richiesti per concludere una maratona.

Esplora

Trovare nuovi percorsi, sperimentare nuovi sentieri è un modo per rendere più variegato il lungo allenamento. Cambiare prospettiva e vista, inoltre, ci fa bene anche a livello mentale. E spesso ci permette di scoprire angolini dietro casa di cui non sospettavamo l’esistenza.

Impara dall’esperienza

Può capitare di sentirsi pronti per la maratona e poi non riuscire a portarla a termine. Non importa, quel che conta è imparare dall’esperienza, capire cosa non ha funzionato, lavorarci meglio.

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Come scegliere le scarpe da corsa

Scegliere le scarpe da corsa giuste è un momento molto importante per ogni sportivo che voglia intraprendere questa disciplina, sia a livello amatoriale che a livello agonistico. Nel primo caso però è più difficile orientarsi tra le proposte essendo neofiti. Chi corre già da tempo saprà scegliere più facilmente ma qualche consiglio è sempre utile a tutti.

scegliere le scarpe da corsa

Scopriamo qualche suggerimento per trovare le scarpe più adatte a sé tenendo conto dei fattori più importanti che devono guidare la scelta delle scarpe per correre. Chi vuole avvicinarsi alla corsa deve prima di tutto trovare in sé la buona volontà necessaria, poi attrezzarsi con le scarpe giuste.

La scarpa corretta non solo evita la formazione di vesciche e il rischio di lesioni alle articolazioni, ma aiuta anche ad affrontare meglio l’allenamento, che viene ottimizzato e reso più efficace proprio dall’uso dello strumento principale scelto con cura.

La taglia corretta

La prima cosa da controllare è la taglia giusta della scarpa che scegliete, da provare direttamente sul proprio piede con il tipo di calza che si usa per correre. Se preferite scovare l’occasione su web, non trascurate comunque la prova fisica della scarpa cercando un rivenditore vicino a voi e andando a testare di persona quale taglia sia la più giusta. Tenete conto che diverse marche hanno diverse calzata che a volte cambia anche tra i vari modelli dello stesso marchio, dunque il consiglio è di provare sempre il modello specifico e non una scarpa generica del brand che avete scelto.

Come scegliere la taglia

La taglia corretta deve calzare in modo che la scarpa stia ben ferma sul piede, ma non stretta. Tra la punta dell’alluce e la punta della scarpa deve esserci tra mezzo e un centimetro di spazio.

Anche provare le scarpe nel momento giusto della giornata è utile per non sbagliare taglia. L’ideale è il pomeriggio, quando il piede è leggermente più gonfio rispetto alle prime ore del mattino, proprio come durante lo sforzo fisico. Il volume aumenta in media del 7% rispetto al normale.

Pronatore, neutro o supinatore

Altro elemento essenziale è capire se siete pronatori, neutri o supinatori. Questo dettaglio riguarda l’appoggio del piede sul terreno. Si è pronatori quando si tende ad appoggiare al suolo soprattutto la parte interna del piede. Si è supinatori quando accade l’inverso.

Molti negozi sportivi propongono una prova di corsa con sensori che rilevano l’appoggio del piede in modo da scegliere con cognizione di causa quale sia il modello più adatto a voi. Potete però capire anche da soli se siete supinatori, pronatori o neutri in base a come consumate abitualmente le vostre scarpe giornaliere.

Il modello adatto al proprio peso

Oltre alle caratteristiche del passo bisogna tenere in considerazione la propria struttura fisica. Chi pesa 60 chili avrà bisogno di scarpe diverse rispetto a chi ne pesa 80. Nel primo caso basteranno scarpe più leggere e flessibili, nel secondo saranno indispensabili scarpe più stabili e ammortizzate.

Ritmo di corsa

Il ritmo con cui corrert determina ulteriormente il tipo di scarpa di cui avete bisogno. Chi corre ad un ritmo alto o partecipa a competizioni deve optare per scarpe più leggere e reattive, sempre che il proprio peso lo consigli. Al contrario un ritmo di corsa molto lento richiederà un modello più stabile e molto ammortizzato.

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Migliorare nella corsa: consigli utili

Allenarsi con costanza è il modo migliore per progredire ma ci sono altri utili consigli per migliorare nella corsa: scopriamo quali strategie sono più efficaci per continuare a vedere i vostri progressi da runner, che siate principianti o che vi alleniate già da qualche tempo.

migliorare nella corsa

Eseguite un test da sforzo

Il modo migliore per conoscere la propria condizione fisica di partenza è quella di sottoporsi ad una visita di idoneità sportiva che preveda anche un testa da sforzo. Oltre ad escludere eventuali patologie che possono sconsigliare l’attività specifica, è utile anche per capire la propria FCM, ovvero la frequenza cardiaca massima, con le relative pulsazioni. Usando un cardiofrequenzimetro, potrete così ottimizzare il vostro allenamento.

Usate un cardiofrequenzimetro

Con un semplice strumento che controlla le pulsazioni potete tenere traccia del vostro allenamento e vedere i vostri progressi, adeguando via via lo sforzo. Meglio ancora se il cardiofrequezimetro si connette ad una app capace di rilevare anche molti altri dati di allenamento come la cadenza e il passo.

Analisi biomeccanica

Un’analisi biomeccanica della corsa vi consente di scoprire il vostro appoggio oltre a comprendere se la vostra tecnica è corretta, se va migliorata e come. Grazie a questo test si individua anche la scarpa giusta a seconda di come si tende ad appoggiare il piede sul terreno.

Visita dal fisioterapista

Anche se non subite infortuni, se si corre una certa costanza è utile sottoporsi di tanto in tanto ad una visita dal fisioterapista. Così si individuano le tensioni e si sciolgono, si correggono eventuali posture scorrette e si interviene lì dove serve, generalmente nella zona lombare e nella zona delle spalle ma anche sulle articolazioni che sono molto sollecitate dalla corsa.

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Come scegliere la maglia tecnica per correre

Il momento di scegliere le scarpe per la corsa è cruciale, ma è altrettanto importante selezionare l’abbigliamento giusto: ecco come scegliere la maglia tecnica per correre senza sbagliare. Tanti sono i fattori da tenere in considerazione, li elenchiamo tutti.

maglia tecnica per correre

È infatti essenziale che i movimenti restino fluidi e mai impediti dal capo, che ci protegga da sole o dal freddo, che sia traspirante e non ostacoli la circolazione sanguigna. Scopriamo una per una le caratteristiche fondamentali della maglia per la corsa.

Quali materiali

La scelta della manica dipende principalmente dalla stagione e in parte l’epoca dell’anno influisce anche sul tipo di materiale. Ci sono sul mercato centinaia di proposte diverse, l’importante è che si tratti di tessuto tecnico traspirante e ad asciugatura rapida, meglio ancora se con una protezione dai raggi UV. No al cotone, sì al tessuto con tecnologia Dry-Fit.

Cuciture sì o no?

Potete scegliere una maglia tecnica priva di cuciture ma se sono presenti è bene che siano piatte e posizionate dove non possano dare adito ad arrossamenti e irritazioni dovute allo sfregamento del tessuto sulla pelle.

Aderente o no?

La maglia per la corsa non deve essere troppo ampia ma al tempo stesso, se si sceglie di optare per un modello aderente, non deve impedire i movimenti liberi del corpo. Provate con cura le diverse taglia di un modello per trovare quella giusta per voi, muovendo bene le braccia e controllando la lunghezza alla vita: mai sceglierla troppo lunga.

Accessori extra

Alcune maglie prevedono qualche accessorio extra come piccole tasche per conservare al sicuro chiavi o altri piccoli oggetti. Dipende dalle vostre esigenze ma assicuratevi che anche questi dettagli siano realizzati in materiali traspiranti e non si trovino in zone del corpo che si possono arrossare con lo sfregamento. Eventuali cerniere devono essere posizionate sulla parte esterna e devono essere del tipo invisibile a scomparsa.

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Runtastic Moment Basic, il fit gadget per la corsa

Gli activity tracker riscuotono sempre più successo ma oggi parliamo di un fit gadget un po’ particolare perché nasce per sposarsi all’app per la corsa forse più famosa: si chiama Runtastic Moment Basic, è un orologio da polso che comunica direttamente con Runtastic ed è stato costruito su misura.

runtastic moment basic

È più di un orologio, naturalmente, pur non essendo un vero e proprio cardiofrequenzimetro. Consente di consultare in tempo reale moltissimi dati ma prevede anche un orologio analogico tradizionale che offre la lettura dell’ora più classica. Così si può usare anche come accessorio al di là della pratica sportiva, con quel tocco di eleganza che da un oggetto dedicato all’allenamento non sempre ci si aspetta.

Molti altri dati sono consultabili sull’app corrispondente anche dopo la sessione sportiva. L’orologio va sincronizzato con l’app che rileverà passo, distanza, calorie bruciate e anche i cicli del sonno, come ogni activity tracker che si rispetti. Nascendo come orologio analogico il suo uso è estremamente semplice, a differenza di molti oggetti hi-tech che risultano spesso fin troppo complicati per un uso intuitivo e quotidiano.

La linea non per nulla si chiama Basic e vuole offrire tutto l’essenziale rendendo l’accessorio di facile accesso e immediata lettura per chiunque e non solo durante lo sport. Moment infatti monitora tutta l’attività fisica quotidiana, incluse le fasi di riposo. Il design è altrettanto semplice, unisex e lineare per adattarsi a diversi look e rimanere comunque assai discreto.

Si può impostare un allarme con vibrazione che ci avvisa quando siamo inattivi per troppo tempo. Un altro allarme ci segnala quando raggiungiamo un nuovo obiettivo. L’app che vi servirà per utilizzarlo si chiama Runtastic Me e sincronizza automaticamente tutti i dati. C’è anche un’opzione social che consente di condividere i dati della propria attività fisica. Potete inoltre inviare le informazioni via Whatsapp, email o sms.

Accessori utili per la corsa

Chi ama correre sarà attrezzato di tutto punto con quello che serve per affrontare la sessione di allenamento ma oggi parliamo degli accessori utili per la corsa. Oltre alle immancabili scarpe adatte e alla tenuta sportiva tecnica più confortevole, c’è qualcosa di più.

accessori utili per la corsa

Per garantirsi un allenamento di successo possono fare la differenza anche piccoli accessori non sempre indispensabili ma di certo molto utili. Ecco quali sono gli accessori consigliati per chi ama la corsa e vuole essere perfettamente attrezzato.

Marsupio da running

Deve essere elastico e aderente per restare ben fermo e non ostacolare i movimenti. Se ne trovano di diverse misure, materiali e colori ed è utilissimo per portare con sé il cellulare, le chiavi di casa o persino uno snack. In alternativa esistono piccoli marsupi da polso che si possono agganciare sia al braccio che alle scarpe per tenere con sé almeno la chiave dell’auto.

Fascia per smartphone

Che ci mettiate lo smartphone con la vostra app per la corsa preferita oppure il lettore musicale, una fascia da braccio è utile e molto pratica.

Activity tracker

L’activity tracker è il fit gadget del momento perché offre la possibilità di monitorare tutti i dati dell’attività fisica con un oggetto piccolo e pratico da indossare.

Bande catarifrangenti

Le bande di materiale catarifrangente sono utili per chi corre la sera su strada. Consentono di rendersi visibili potenziando gli inserti che sono spesso già inclusi nei capi sportivi e nelle scarpe e che non sempre sono abbastanza evidenti. Ci sono quelli adesivi, da attaccare direttamente all’abbigliamento, e altri che si avvolgono al polso o alla caviglia come bracciali.

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Visita medica prima di correre: sì o no?

Con la fine del caldo asfissiante e l’arrivo delle temperature più placide dell’autunno ci torna la voglia di corsa: ma è indispensabile una visita medica prima di correre? È una domanda che dovrebbero porsi tutti prima di avventurarsi in una qualunque attività fisica, specie se amatoriale. La risposta è: dipende, e vediamo perché.

visita medica prima di correre

Chi si allena da molti anni e ha già familiarità con la corsa è portato a pensare che non sia affatto necessaria una visita medica che accerti le proprie condizioni di salute. In realtà potrebbe essere l’occasione giusta per un controllo generale che di certo male non farà, specialmente dopo un periodo di inattività.

Se invece è la prima volta che ci si avvicina allo sport, o alla corsa in particolare, può essere necessario oltre che utile in check-up preventivo. Lo è sempre nel caso si soffra di patologie a carico del cuore, del sistema respiratorio o alle articolazioni. Prima di lanciarsi nell’allenamento vero e proprio, inoltre, è bene sottoporsi a qualche prova blanda dello sport che si intende praticare, per assicurarsi di non avere problemi.

Il medico potrebbe decidere di consigliarvi una serie di esami specifici come l’elettrocardiogramma sotto sforzo, che si esegue sul tapis roulant. Oltre a rilevare eventuali problemi fisici, vi fornirà anche dati utili sul vostro livello fisico di partenza.

In definitiva, se un controllo periodico è sempre consigliato quando si fa sport, una visita medica preventiva è necessaria se si sospettano o si conoscono problemi di salute specifici che potrebbero essere aggravati dalla corsa. Conoscere la propria condizione fisica, inoltre, fa in modo che si possa gestire meglio il programma di allenamento e ottenere risultati migliori.

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Lumo Run, i pantaloni per la corsa sono smart

Gli accessori per lo sport diventano sempre più smart, oggi scopriamo che persino i pantaloni per la corsa sono intelligenti: si chiamano Lumo Run. Sono stati ideati per accompagnare chi corre e rilevare tutti i dati dell’allenamento, oltre a fornire un servizio di coaching.

lumo run

Come funzionano? In modo molto semplice. L’elastico del calzoncino, proposto nel modello corto per l’uomo e nel modello leggings per la donna, contiene sensori che monitorano l’attività fisica. Rilevano dati come la cadenza del passo, l’oscillazione, l’apertura della falcata e naturalmente la velocità, la distanza e tutti gli altri valori che ci è utili analizzare a fine allenamento.

La vera novità però non sta nella capacità di rilevare i dati dell’attività fisica, cosa che sono in grado di fare tutti gli activity tracker attualmente sul mercato e moltissime app gratuite per la corsa. Consiste invece nel servizio di coaching che attraverso un auricolare senza fili, da posizionare dentro l’orecchio, vi guida nell’allenamento.

La voce guida tiene conto della postura, del movimento e di tutti i dati poco sopra nominati per correggervi la tecnica, darvi un incentivo a continuare, spronarvi parlandovi dei progressi che state facendo e del prossimo obiettivo da raggiungere. Questo aiuto nella tecnica è utilissimo soprattutto per chi si avvicina alla corsa senza aver sviluppato un’esperienza preccedente e dunque con maggiori rischi di infortunarsi rispetto a chi padroneggia già la biomeccanica del running.

I Lumo Run però nascono non solo per principianti e corridori amatoriali ma anche per accompagnare gli atleti che corrono professionalmente, per aiutarli a migliorare e a mantenersi costanti negli allenamenti. Oltre al feedback vocale immediato, poi, tutti i dati si possono visualizzare su smartphone, in tempo reale e a posteriori.

E da un punto di vista prettamente materiale? I calzoncini sono in tessuto tecnico traspirante e soprattutto lavabili in lavatrice in totale sicurezza perché il sensore inserito nel tessuto è stato studiato per poter garantire la versatilità del capo e la sua robustezza.

Dolori lombari dopo la corsa: come evitarli

Il mal di schiena affligge molti di noi, anche se siamo sportivi e pratichiamo attività fisica con costanza, ma c’è un mal di schiena che colpisce soprattutto chi corre: come evitare i dolori lombari dopo la corsa? Ecco qualche consiglio per comprenderne le cause e prevenire la lombalgia.

dolori lombari dopo la corsa

Rafforzare la zona addominale

Rendere gli addominali più forti assicura un miglior sostegno della schiena durante la corsa, migliorando la postura. È importante lavorare bene le fasce addominali profonde, in particolare il muscolo trasverso e gli erettori spinali che hanno una essenziale funzione nella stabilizzazione del corpo. L’ideale è un esercizio isometrico come il plank.

Consapevolezza della postura

Per prevenire la comparsa del mal di schiena, oltre ad allenare i muscoli che controllano la postura, è importante avere consapevolezza della posizione che si assume durante il movimento della corsa. Essere coscienti di come ci muoviamo e della nostra postura è il primo passo per correggere gli eventuali errori.

Tecnica di corsa

Altrettanto importante è migliorare la tecnica di corsa in modo da non sovraccaricare la colonna vertebrale e non assumere posizioni scorrette durante il movimento che, con il tempo, finiscono per provocare dolori.

Scegliere le scarpe giuste

Durante la corsa, l’impatto a terra ha dirette conseguenze sulla colonna vertebrale oltre che sulle articolazioni in generale. È dunque essenziale scegliere con cura le scarpe giuste, ben ammortizzate e adeguate al proprio tipo di piede e di passo. Così si riduce l’impatto del suolo e si previene anche l’insorgere di dolore nella parte bassa della schiena.

E se il dolore ormai è arrivato e dobbiamo farci i conti? Un ottimo rimedio per alleviarlo senza ricorrere ai farmaci è utilizzare una fitball o un roller, attrezzi generalmente utilizzati per la pratica del pilates, che ci aiutano a distendere e rilassare la zona contratta.

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Hidekichi Miyazaki corre i 100 metri piani a 105 anni

Hidekichi Miyazaki ha sbaragliato tutti i primati diventando il centenario più veloce del mondo ed entrando di diritto nel Guinness grazie al record stabilito correndo sui 100 metri piani a 105 anni in 42 secondi. Non una prestazione particolarmente brillante ma considerando l’età dell’atleta la faccenda assume tutto un altro angolo visuale, vi pare?

hidekichi miyazaki

Lo sportivo è giapponese, ha sempre praticato sport ed è abituato alle competizioni e ai risultati sulla pista. Ora che ha 105, ha raggiunto un nuovo traguardo che non è solo quello di aver superato il secolo di età in ottima salute. È infatti ancora perfettamente in grado di affrontare una gara e chiuderla con un tempo dignitosissimo.

In verità Miyazaki non è molto soddisfatto della sua prestazione visto che sperava di mantenersi più vicino ad un record di 36 secondi ma per noi è già un’impresa che ha dell’incredibile. Ci dà uno stimolo in più a continuare e non mollare quando la pigrizia si fa strada al momento di allacciarsi le scarpe da corsa e uscire ad allenarsi.

Nonostante non possa dirsi una prestazione atletica di alto livello in senso stretto, si può senza dubbio affermare che merita ammirazione e plauso una persona che a più di 100 anni ha ancora voglia di scendere in pista, mettersi in gioco, sfidare i propri limiti e mantenersi in forma.

Ed è in forma eccome, visto che non fa una piega, nonostante si noti un po’ di fatica, nel concludere la sua gara e cimentarsi anche con altre discipline dopo la corsa. È invidiabile la sua autonomia e il buon livello fisico che fa ben sperare chi pratica abitualmente sport: indubbiamente l’attività fisica influisce positivamente sulla qualità della vita nella terza età.