Retro-running: correre all’indietro per allenarsi meglio

di Sara Mostaccio Commenta

Parlando di retro-running potrebbe venirci mente la pratica della corsa ai vecchi tempi andati e invece si tratta molto più semplicemente di corsa all’indietro. Si tratta di una pratica che di recente si sta affermando sempre più come una nuova moda che promette di massimizzare l’efficacia dell’allenamento.

Ma quali sono i vantaggi di questa corsa a marcia indietro e quali i possibili inconvenienti? È quello che proveremo a scoprire. Intanto apprendiamo che si tratta addirittura di una disciplina che ha un campione del mondo. È Sandra Corcuera, quattro volte campionessa di retro-running.

La corsa all’indietro offre un primo indubbio vantaggio, cioè l’allenamento dell’equilibrio. Grazie si acquisice rapidamente un maggior controllo del proprio corpo controllando il movimento. Come conseguenza c’è anche una minore incidenza del rischio di lesioni.

Durante la corsa all’indietro lavorano i muscoli antagonisti rispetto a quelli che si utilizzano nella corsa in avanti, ma il resto della muscolatura non rimane comunque inattivo. In pratica l’allenamento diventa più intenso e completo, coinvolgendo un maggior numero di aree muscolari contemporaneamente.

Grazie al diverso movimento richiesto al corpo, si lavora in maniera differente anche con muscoli normalmente coinvolti nella corsa quali gambe e glutei. La posizione del corpo infatti cambia considerevolmente se corriamo in avanti o all’indietro. Oltre a gravare meno sulle articolazioni del ginocchio, con un minore impatto sul terreno, si allenano quindi in modo nuovo i muscoli consueti.

C’è però qualche inconveniente di cui è bene essere a conoscere. Il primo ovviamente è il rischio di cadere, visto che non si ha una visuale diretta di ciò che abbiamo alle spalle. Siamo costretti a voltarci spesso per controllare di non avere ostacoli lungo il percorso e con ciò si tende a sforzare il collo.

Via via che ci si abitua però è un problema che si supera, limitando al massimo i rischi di caduta. Ci si aiuta scegliendo di correre in zone sicure, prive di traffico e senza terreni accidentati che possano provocare cadute e incidenti. L’ideale sarebbe una pista di atletica, almeno fino a quando non si sarà acquisita familiarità con il movimento all’indietro e il nuovo equilibrio del corpo.

Photo | Thinkstock

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