Restare in forma con la Fit boxe

di Gioia Bò 1

La Fit boxe è una disciplina relativamente nuova nel panorama sportivo, ma che ha già catalizzato l’attenzione di parecchi appassionati all’interno delle palestre nostrane.

Pur richiamando nel nome la nobile arte del pugilato, ha ben poco a che fare con la boxe vera e propria, con la quale ha in comune solo lo strumento di allenamento, vale a dire il classico sacco da prendere a pugni (sospeso nel pugilato, piantato a terra nella Fit boxe).

Basta quindi indossare un paio di guantoni e tirar pugni contro un sacco? Naturalmente no, perché la Fit boxe è molto di più. E’ una disciplina che mette insieme l’aerobica (ginnastica a tempo di musica) e le arti marziali, permettendo al corpo di mantenersi in forma e di sfogare lo stress accumulato nel corso della giornata.

Non solo pugni, dunque, ma anche calci, ginocchiate e gomitate all’indirizzo del sacco, seguendo un ritmo musicale solitamente movimentato. A differenza della boxe classica, poi, non c’è il contatto fisico con l’avversario e viene quindi meno il concetto di competizione.

Attenzione però: anche un allenamento con il sacco può mettere ko esattamente come un incontro di pugilato vero. D’accordo il sacco non risponderà mai alle provocazioni, ma il nostro peggior nemico potrebbe essere la mancanza di esercizi specifici di riscaldamento prima di una lezione di Fit boxe. Come per ogni altra disciplina, i muscoli devono essere accuratamente riscaldati prima di iniziare la nostra personale sfida contro il sacco, onde evitare stiramenti e strappi muscolari (specie alle gambe) e lesioni di vario tipo.

Una lezione di Fit box, dunque, prevede una fase di riscaldamento e stretching, dopodiché si può passare al contatto con il sacco, cercando di incanalare l’aggressività o lo stress in ogni colpo inferto. In questo modo il corpo riesce ad eliminare tutta l’energia negativa accumulata durante la giornata, mentre glutei, gambe ed addominali vengono tonificati.

Commenti (1)

  1. In quella foto, con quel sacco la ragazza che tira un calcio ci sono quatroa anni di ricordi, di allenamenti, di insegnamnto, di diffusione, di pubblicita’, e anche di amarezze.

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