Elettrostimolatore tra fitness e fisioterapia

di Paoletta 1

 Parlare di elettrostimolazione ed elettrostimolatore in ambito fitness è alquanto complesso perché si rischia di scontrarsi con due linee di pensiero – nette e distinte, altrettanto ben rappresentate – che portano a considerazioni diametralmente opposte.

Da un lato il fronte del sì, serve a qualcosa; dall’altro quello veemente del no, in realtà non serve a molto. Si cominci con un dato: l’elettrostimolazione “da divano e poltrona”, quella che viene venduta come miracolosa senza che vi sia a corredo una idonea attività fisica, pare assolutamente improduttiva.

Non è lasciando poltrire i muscoli e gli arti che il corpo può trarre beneficio, semmai torna in voga il criterio secondo cui per ottenere dei risultatai occorre fare fatica. Pubblicità ingannevoli e slogan a effetto inducono spesso a ritenere il contrario: che sia cioè possibile scolpire il proprio corpo attraverso l’elettrostimolazione.

Tralasciando tali eventualità, che sono foriere di enormi fraintendimenti e che non rispondono al vero, proviamo a capire invece in che modo l’elettrostimolatore – che, in quanto strumento elettromedicale, necessita prima dell’utilizzo di un consulto approfondito con un medico – può giovare all’atleta di vecchia data o all’inizio della propria attività.

Abbinarne gli effetti all’esercizio sportivo – stando a chi ne consiglia l’utilizzo – significa far sì che le stimolazioni elettriche inviate alla massa muscolare tramite gli impulsi della corrente possono eventualmente garantire benefici al muscolo attraverso una serie di contrazioni cui lo stesso è chiamato, ma solo in condizioni particolari.

La tesi di chi sostiene l’inutilità dell’elettrostimolatore è avvallata dal fatto che studi e ricerche avrebbero certificato una differenza pressoché nulla nei risultati di chi si allenava con o senza elettrostimolazione, motivo per cui gli esperti ne sconsigliano l’uso in maniera categorica (perché, semmai, le controindicazioni sono significative: la prima, tra tutte, è proprio quella che porta a una falsa credenza; la seconda, anche questa emersa dopo analisi, porterebbe alla conclusione che la scarica esterna leda le cellule nervose). Quali sarebbero le condizioni particolari in cui l’elettrostimolazione garantirebbe dei risultati?

La voce unanime degli esperti ne avvalla l’uso nei casi in cui occorra recuperare dopo un infortunio o, ancora, quando si assimila l’elettrostimolazione a una sorta di fisioterapia.

Abbiamo provato a parlarne utilizzando di regola il condizionale per giungere ad almeno due conclusioni: la prima è quella di sottolineare il fatto che uno spot pubblicitario non debba in alcun modo condizionare dal punto di vista scientifico e medico l’approccio verso tale strumento, la seconda sta nell’invito a rivolgersi sempre a uno specialista anziché decidere autonomamente il da farsi.

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