Conoscere l’insonnia per sconfiggerla

di Valeria Commenta

L'insonnia è lo stato in cui il proprio sonno è insufficiente o insoddisfacente, cioè quando non si riesce a trarre beneficio dal riposo perché si dorme troppo poco o male. L’insonnia fa parte delle dissonnie, disturbi dovuti ad alterazioni di ritmo, quantità e qualità del sonno, così come le apnee notturne e le ipersonnie (narcolessia).

L’insonnia è lo stato in cui il proprio sonno è insufficiente o insoddisfacente, cioè quando non si riesce a trarre beneficio dal riposo perché si dorme troppo poco o male. L’insonnia fa parte delle dissonnie, disturbi dovuti ad alterazioni di ritmo, quantità e qualità del sonno, così come le apnee notturne e le ipersonnie (narcolessia).

Le ore di riposo e la qualità del sonno sono caratteristiche molto soggettive, che cambiano da persona a persona e possono subire un’evoluzione in relazione all’età o per l’influenza di fattori ambientali e sociali: vivere e dormire in un posto inospitale o sgradito, naturalmente, diminuisce la quantità e la qualità del sonno.

La durata dell’insonnia varia da persona a persona e può subire cambiamenti nel corso della vita. Può esserci insonnia occasionale, transitoria o cronica. Per quanto riguarda invece le cause dell’insonnia ci sono l’insonnia primaria o non organica, quando la persona è sana e non ci sono cause apparenti che giustifichino l’insonnia, e quella secondaria, quando l’insonnia è dovuta ad altre malattie fisiche o altri problemi psicologici, come la depressione.

Ci sono diversi tipi di insonnia: l’insonnia iniziale si manifesta quando la persona fatica ad addormentarsi; quella centrale è caratterizzata da frequenti e sostenuti risvegli durante la notte; quella tardiva è caratterizzata dal risveglio mattutino precoce. Esiste anche un’insonnia soggettiva, ovvero la percezione di dormire poco e male, nonostante i dati oggettivi dimostrino il contrario e la persona dorma più o meno regolarmente.

Chi svolge lavori stressanti o di grande responsabilità dorme generalmente di meno, anche a causa delle maggiori preoccupazioni. Dormire poche ore, di per sé, non è un problema: ciascuno dorme in base alle sue necessità. Ma se una persona riesce a dormire solo per un numero di ore minore rispetto a quello che sente come necessario, allora con il tempo accumulerà un “debito di sonno” sempre più ingente, in grado di influenzare la sua attività quotidiana, il suo umore e la qualità della sua vita.

Il sonno è per l’organismo un momento essenziale di riposo e di benessere: favorisce infatti tutti i processi di rigenerazione e crescita e permette di fissare nella memoria le esperienze fatte durante la veglia. Dormire bene è importantissimo e per migliorare la qualità del sonno ecco una serie di regole da seguire:

  • andare a dormire ogni sera e alzarsi ogni mattina alla stessa ora, anche durante il fine settimana, e indipendentemente da quanto si è dormito di notte
  • se apriamo gli occhi prima che suoni la sveglia, alzarsi dal letto e iniziare la propria giornata
  • non dormire di più la mattina, se si è dormito poco di notte
  • non fare “pisolini” durante il giorno
  • andare a letto solo quando si è assonnati
  • se non si riesce a dormire, è preferibile non rimanere a letto: meglio alzarsi e dedicarsi ad attività rilassanti
  • cercare di rilassarsi il più possibile prima di andare a letto
  • se si ha fame all’ora di andare a dormire, mangiare qualcosa di leggero, per evitare problemi di digestione
  • dormire in un letto comodo, in una camera da letto protetta quanto più possibile dai rumori, ad una temperatura ambiente corretta
  • mangiare ad orari regolari, evitando pasti abbondanti in prossimità dell’ora di andare a letto
  • non bere bibite contenenti caffeina o alcolici prima di coricarsi e non fumare
  • fare con regolarità un’attività fisica durante il giorno, soprattutto di pomeriggio

Foto | Flickr

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