Dormire bene rinforza mente e corpo

di Paoletta Commenta

 Americani precursori e tutti gli altri a ruota. Pare lo scenario ammirato migliaia di alttre volte in svariati contesti del quotidiano ma stavolta a rendere autorevole il made in Usa è il fatto che le indicazioni giungono dalla scienza.

Il fitness della mente (ma, in fondo, vale anche per il benessere del corpo) sarebbe dato dal dormire bene – e sempre meglio – rispetto a quanto siamo abituati.

Da un lato insiste il risultato di un sondaggio a stelle e strisce secondo cui tra i desideri degli americani vi sarebbe quello di riuscire a rendere qualitativamente migliori le ore di sonno, dall’altro vi sono le tesi avvallate dalla National Sleep Foundation e dalla World Association of Sleep Medicine, secondo cui: 1. due terzi delle donne hanno problemi regolari di sonno; 2. la mancanza di riposo o di un riposo non consono e continuo influisce sulla qualità della vita del 45% della popolazione.

Se ne evince che sia proprio il sonno correlato alla stato di salute di una persona. Indiviaduato il male, a caccia delle cause: anmche quelle sono state definite.

Tra i motivi per i quali non si dorme bene, primissimi posti per il sovrappeso, la pressione alta, la depressione e l’abbassamento delle difese immunitarie. Non solo: dice la medicina – e avvalla la luminare scienza – che si può – e si deve – imparare a dormire attraverso il rispetto e l’esercizio di tecniche vincenti. Parola alla professionista: Magda Belmontesi, dermatologa e docente della Scuola Superiore Post-Universitaria di Medicina Estetica Agorà di Milano, sostiene che occorra allenarsi a dormire bene fin da piccoli e che il sonno faccia bene alla mente e… alla pelle:

“Quando dormono i bambini producono un ormone della crescita: ecco perché più riposano bene, più lo sviluppo è regolare. Negli adulti invece la notte è il clou della rigenerazione cellulare cutanea. Il buio ripara la pelle dalle radiazioni e dallo smog e la cute nelle ore notturne lavora per rimediare ai danni subito durante il giorno”.

Il risultato è chiaro e visibile:

“I tessuti sono più ossigenati – continua Belmontesi – le tossine vengono eliminate, il rinnovamento cellulare si accelera e l’assorbimento cutaneo migliora. Per questo anche i principi attivi che richiedono più tempo possono svolgere la loro azione”.

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