Come fare per alleviare le emorroidi

di Lucia D'Antuono Commenta

Tutti i consigli del caso per chi intende alleviare le emorroidi

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Le emorroidi possono creare prurito, fastidio, dolore, e in alcune circostanze anche sanguinamenti. Ma in cosa consistono esattamente? E perché possono causare tutti questi disturbi?

Cercheremo di capire cosa si intende con il termine emorroidi, quando e perché possono determinare sintomi, fino a una condizione di vera e propria sofferenza, e in che modo possono essere trattate.

alleviare le emorroidi

In cosa consistono le emorroidi?

Prima di capire come alleviare le emorroidi, cerchiamo dunque di comprendere di cosa stiamo parlando. Sì, perché dal punto di vista fisiologico ognuno di noi ha le emorroidi. Innanzitutto le emorroidi sono dei cuscinetti e possono essere interne ed esterne.

Si trovano proprio sul canale dell’ano e hanno la funzione di regolare la continenza fecale, ovvero la capacità che tutti noi abbiamo di trattenere volontariamente il contenuto rettale, sia esso gas, solido o più liquido.

Quando il sangue affluisce o, al contrario, defluisce, ecco che viene regolamentato il chiudersi e l’aprirsi del canale rettale. Dovendo utilizzare termini forse più comprensibili, le emorroidi agiscono come fossero delle valvole il cui compito è regolare la fuoriuscita di quanto contenuto nel retto.

Come si fa a capire se sono emorroidi?

Ora, un conto è “avere” delle emorroidi funzionali altro conto è sviluppare una possibile infiammazione delle emorroidi. È infatti proprio in questi casi che ha pienamente senso utilizzare l’espressione: soffrire di emorroidi.

Una condizione molto diffusa. Nei Paesi occidentali le emorroidi vengono diagnosticate in circa il 50% della popolazione con più di 50 anni, con una incidenza che sembra interessare maggiormente l’uomo rispetto alla donna. Con l’andare avanti dell’età, l’incidenza delle emorroidi aumenta.

I sintomi delle emorroidi sono presto detti: intorno all’ano di sviluppano fastidio e irritazione, prurito e a volte gonfiore. Durante l’evacuazione, quindi, è possibile che si percepisca del dolore. Nei casi più importanti è presente del sangue nelle feci.

Le emorroidi possono essere interne, e in questo caso sono delle vene poste alla fine dell’intestino retto, all’altezza dell’ano. È possibile che fuoriescano (il termine medico è prolasso), per poi rientrare spontaneamente senza particolari sintomi. Quando sono esterne, le emorroidi si presentano come piccole masse di colore blu, e si manifestano dopo sforzi particolarmente importanti.

Quali sono le cause delle emorroidi?

Spesso le emorroidi si manifestano nei casi di stipsi o di diarrea. Soffriamo di stipsi quando abbiamo difficoltà nell’evacuazione, e il prolungato sforzo che compiamo può determinare l’insorgenza di alcuni sintomi legati alle emorroidi.

Quando abbiamo problematiche legate alla diarrea, insorgono irritazioni della mucosa rettale e come conseguenza i vasi sanguigni irroranti le emorroidi si indeboliscono. Sia la difficoltà di evacuazione che la eccessiva “facilità” con cui a volte ci liberiamo del contenuto rettale dipendono, a loro volta, da altri due fattori. La sedentarietà e le cattive abitudini alimentari.

Mangiare poche fibre non aiuta il transito intestinale, né una insufficiente attività fisica contribuisce al benessere del nostro organismo. Anzi, può essere annoverata tra le concause di ulteriori patologie.

Quanto tempo ci vuole per sfiammare le emorroidi?

Le emorroidi tendono a risolversi spontaneamente, solitamente entro 4 giorni, massimo una settimana. Dopo alcune evacuazioni problematiche, e in assenza di complicazioni, non dobbiamo nutrire alcun timore per il nostro stato di salute.

Semmai dovremmo interrogarci sulle abitudini che potremmo cambiare per evitare che simili episodi si ripresentino in futuro.

Cosa prendere per curare le emorroidi?

Ricordiamo che le emorroidi possono essere di quattro tipi, che determinano un sanguinamento o, nei casi peggiori, un prolasso verso l’esterno. E proprio per evitare situazioni di eccesiva complicazione dei sintomi dovremmo intervenire quanto prima.

Possiamo intervenire quindi con i cosiddetti lassativi di volume, ovvero dei lassativi che possono contribuire ad un aumento del volume delle feci, specie per chi non può assumere troppe fibre per la propria alimentazione. Sono lassativi a base di semi di ispagula, psyllium, metilcellulosa. Vanno assunti insieme a importanti quantità di acqua.

Anche i flavonoidi aiutano nella riduzione del dolore e del sanguinamento, specie durante una crisi acuta. Sono reperibili in compresse (e naturalmente presenti nel mondo vegetale), come nel caso delle compresse di diosmina. Svolgono una azione vasoprotettrice.

Cosa prendere per sfiammare le emorroidi?

Una crema antiemorroidale è la soluzione più indicata per sfiammare le emorroidi. Stiamo parlando di anestetici locali e di cortisonici. Le creme e le pomate sono preferibili alle supposte: sono più semplici da applicare e il principio attivo si distribuisce con maggiore efficacia. Le creme a base di corticosteroidi hanno la funzione di riduzione di edema e infiammazione.

Gli anestetici locali, che possono essere a base di cincocaina, tetracaina, lidocaina, hanno invece l’obiettivo di alleviare sia il prurito che il dolore. Ed è fondamentale non abusarne mai, perché potrebbe verificarsi una sensibilizzazione della cute all’altezza dell’ano.

È possibile prevenire le emorroidi?

Ciò che possiamo fare è migliorare alcune abitudini che, trascurate, possono contribuire all’insorgenza delle emorroidi.

A partire dalla idratazione. Dovremmo bere almeno 1,5 o 2 litri di acqua al giorno e fare in modo che nella nostra dieta siano presenti, sempre su base quotidiana, diverse porzioni di fibre.

Dedicarci alla attività fisica aiuterà senz’altro la circolazione sanguigna. Dovremmo infine dedicarci ad una igiene personale che prediliga acqua tiepida e saponi non aggressivi da usare ogni volta che abbiamo finito di evacuare.

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