Dieta ipocalorica e peperoncino

di Paoletta Commenta

 Primo tabù da sfatare: la dieta ipocalorica, che si confà di un abbinamento accurato di alimenti capaci al contempo di conservare equilibrio nutrizionale (e restare in forma) a fronte di un moderato apporto calorico, non è – e del resto nessuna valida dieta alimentare lo è – lo strumento per abbattere i chili di troppo in pochissimo tempo (abbinarla poi al peperoncino, vedremo perché)

Al pari di ogni tabella nutrizionale, infatti, anche quella basata su una minore razione di calorie tiene conto di un principio irrinunciabile: per smaltire peso occorre il giusto tempo e si necessita di un fabbisogno irrinunciabile.

Quindi, il giusto approccio nei confronti della dieta ipocalorica tiene conto, necessariamnete, che non si deve digiunare nè forzare la mano. In tal senso, ad esempio, una dieta è ipocalorica nella misura in cui sa essere al contempo nutriente: dal primo pasto della giornata – con yogurt, latte scremato e prodotti integrali – alla cena – magari a base di pesce – è importante che l’organismo venga ritemprato e rifornito di tutto ciò che occorre.

Fondamentale, semmai, la cura del condimento: olio extravergine a crudo prima di tutto il resto ma anche, e proviamo a capire perché, un dosaggio quotidiano di peperoncino. Il presupposto – ma è capisaldo irrinunciabile – è che si scrive sulla base di studi e tesi mediche ampiamente dimostrate (ultimi in ordine di tempo, i ricercatori dell’università della California).

Quello che si evince è che il peperoncino oltre a fare bene alla salute, favorisce il dimagrimento grazie alle virtù di una sostanza, contenuta soprattutto in quelli dolci, che stimola il metabolismo. Allora, la punta di un cucchiaio di caffè al giorno per condire i pasti  basta e avanza a garantire la lipolisi dei tessuti adiposi.

Val la pena, a questo punto, richiamare in maniera strutturale i benefici apportati dal peperoncino che è una varietà piccola e molto piccante del peperone. Originario dell’America centrale, è giunto in Europa dopo la scoperta dell’America e attualmente è coltivato in moltissimi Paesi dell’Africa e dell’Asia, mentre in Itali le coltivazioni sono estese soprattutto nelle regioni meridionali.

Esso contiene vitamina A, C, E, K e vitamine del gruppo B; sali minerali, tra cui potassio e rame; carotenoidi e bioflavonoidi; sostanze alcaloidi; lecitina, un acido grasso insaturo presente nei semi. Il sapore piccante del peperoncino è dato dalla capsicina, particolarmente concentrata nelle costole interne bianche e nei semi, che stimola le terminazioni nervose, i bronchi e le ghiandole che fanno lacrimare gli occhi e gocciolare il naso.

L’uso costante del peperoncino permette di aumentare la resistenza alle infezioni, per la presenza di vitamine che stimolano il sistema immunitario; combattere la diarrea infettiva per le proprietà antibatteriche e antifermentative; migliorare la circolazione del sangue e rinforzare le pareti dei vasi sanguigni; equilibrare la pressione del sangue, per il contenuto in potassio e per l’azione diretta di rinforzo sul circolo sanguigno; ridurre il colesterolo, attraverso l’azione della lecitina che ne favorisce l’utilizzo, allontanandolo dal circolo sanguigno.

Ancora, è in grado di favorire la guarigione di piaghe e ferite, emorroidi, ragadi e fistole, perchè richiama sangue nelle zone lesionate e grazie all’azione della vitamina A ed E favorisce la formazione di nuovo tessuto; fluidificare il muco delle vie respiratorie; favorire la digestione e prevenire la comparsa di ulcere.

E’ controindicato per le persone che soffrono di gastrite per l’aumento della produzione di succhi gastrici; è utile nelle diete dimagranti, perchè rendendo i cibi più saporiti e stuzzicanti, riduce la necessità di aggiungere troppi condimenti ai piatti.

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