Come diventare Personal Trainer

di Gioia Bò 2

La figura del Personal Trainer è di fondamentale importanza in ambito sportivo, poiché è quella che definisce le tabelle di marcia, consigliando tipologie diverse di esercizio e diete alimentari da seguire per raggiungere e/o mantenere lo stato di forma.

E’ per questo motivo che non ci si improvvisa Personal Trainer dalla sera alla mattina, ma occorrono anni ed anni di esperienza nel settore e, soprattutto, uno studio finalizzato all’insegnamento dell’attività sportiva. Fino a qualche anno fa era sufficiente un tot di esperienza all’interno di una palestra per essere definito un Personal Trainer, ma ultimamente sono in molti a richiedere personale qualificato, in grado di rispondere a qualunque tipo di esigenza  o di problematica che si possa presentare.

E allora come si diventa Personal Trainer? Essendo una figura professionale ben definita, occorre una scuola adatta, che certifichi il raggiungimento di determinate cognizioni relative all’anatomia, alla fisiologia, alla nutrizione alla biochimica e così via.

Non è dunque sufficiente uno studio fai-da-te, ma occorre la frequenza di corsi finalizzati all’insegnamento delle varie materie, in modo che si possa avere la giusta preparazione richiesta. A questo proposito sempre più palestre richiedono Personal Trainer laureati in Scienze Motorie (quello che una volta si chiamava ISEF), il che significa frequentare l’università per almeno tre anni (cinque, se si vuole conseguire la Laurea Specialistica).

Ed anche questo potrebbe non bastare, poiché per diventare un buon Personal Trainer occorre anche frequentare dei corsi post laurea finalizzati all’insegnamento specifico. Non dimentichiamo poi i vari corsi di aggiornamento su materiali e nuove discipline, in modo da avere una preparazione di base quanto più ampia possibile.

Questo è il metodo migliore per diventare Personal Trainer, ma per chi non ha tempo o voglia di frequentare l’università, ci sono anche dei corsi di formazione alternativi, organizzati dalle Federazioni o da alcune associazioni sportive, ma occorre fare attenzione al diploma/attestato che viene rilasciato, perché potrebbe non essere riconosciuto ai fini dell’insegnamento.

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