Biodermogenesi per eliminare smagliature e cicatrici

di Silvana Commenta

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Dopo un forte dimagrimento o durante la gravidanza è facile che facciano la propria comparsa le odiate smagliature, vere e proprie lesioni della cute causate dalla rottura delle fibre elastiche. Purtroppo fino ad oggi non si disponeva di grandi mezzi per contrastarle e gli unici strumenti a nostra disposizione erano destinati a rivelarsi quasi del tutto inefficaci, fatta eccezione, s’intende, per gli interventi laser efficaci comunque in casi di lieve entità.

Non parliamo poi di oli e creme, utili, e non sempre, solo a scopo preventivo, nella speranza di rendere più elastico il derma ed evitare strappi. Oggi però, grazie ai progressi della medicina estetica, sembra ci sia una nuova speranza, soprattutto per le donne afflitte da smagliature profonde con le quali talvolta è a dir poco sgradevole convivere: la biodermogenesi.

Stavolta non si tratta di una novità proveniente da oltreoceano ma di un atecnica messa a punto in Italia. La biodermogenesi si articola in quattro fasi per seduta, non è invasiva ed è del tutto indolore e meno rischiosa rispetto ad altri trattamenti già collaudati. Nella prima fase si esegue un peeling meccanico superficiale per ridurre lo spessore della cicatrice. Nella seconda fase si interviene con elastina, acido ialuronico e vitamina E, tutte sostanze che rigenerano e idratano lo strato da trattare, il cui assorbimento è favorito attraverso l’elettroterapia.

Nella terza fase si interviene meccanicamente attraverso l’utilizzo di un manipolo che induce una leggera vasodilatazione della zona da trattare e il conseguente smaltimento delle tossine. In tal modo la circolazione sanguigna e linfatica si riattiva inducendo il fibroblasto a produrre nuove fibre elastiche. La seduta si conclude con un massaggio linfodrenante anch’esso eseguito con un particolare manipolo che rilascia sostanze elasticizzanti. al termine del trattamento è del tutto normale che la smagliatura appaia gonfia e arrossata, segno che il trattamento sta funzionando.

Photo credit \ Think Stock

 

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