Alimentazione: la Piramide mediterranea

di Redazione Commenta

Torniamo a parlare di alimentazione sulle pagine di IlFitness, ricordando per l’ennesima volta che un ottimo allenamento in palestra è del tutto vano, se non viene accompagnato da una corretta dieta, basata sulle reali esigenze dell’organismo.

Nell’articolo di oggi prenderemo in esame la cosiddetta Piramide mediterranea, messa a punto sulla base degli studi di un medico nutrizionista americano che, sbarcato con i soldati Usa in Italia, notò come gli abitanti del Belpaese fossero meno soggetti a malattie cardivascolari rispetto ai pari età degli States.

Di qui una ricerca ad ampio spettro che coinvolse 12.000 soggetti scelti in sette Paesi diversi (Stati Uniti, Italia, Finlandia, Grecia, Yugoslavia, Paesi Bassi e Giappone) con l’intento di dimostrare che una dieta ricca di pasta, pane, frutta, verdura ed olio di oliva aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, mentre diete ricche di carne rossa e grassi (vedi quella statunitense e finlandese) procurano un alto indice di mortalità per patologie cardiache.

Ed ecco allora nascere la Piramide mediterranea, con l’indicazione degli alimenti da assumere quotidianamente e quelli da tenere lontani dalla dieta di ogni giorno. Si parte dalla base con appunto con pasta, pane, riso, orzo, cereali, verdure, frutta, legumi, latte, latticini ed olio extravergine di oliva. Questi alimenti, stando alla Piramide mediterranea, possono essere assunti tutti i giorni, senza recare alcun danno a livello cardiaco o circolatorio.

Ci sono poi pesce, carne bianca, uova e dolci, che possono essere assunti una volta a settimana, mentre la carne rossa si può mettere in tavola una sola volta al mese. Il tutto deve essere accompagnato da acqua a volontà (sei bicchieri al giorno) e – volendo – da un bicchiere scarso di vino per ogni pasto.

Si tratta dunque dell’alimentazione giusta da seguire per restare in forma? Non tutti i nutrizionisti sono d’accordo sulla reale efficacia di questo regime alimentare, in considerazione del fatto che mancano le indicazioni relative alle varie dosi giornaliere, il che potrebbe portare ad assumere in quantità smodata determinati alimenti, demonizzandone altri ugualmente utili.

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