Stretching, i 5 errori più comuni

di Sara Mostaccio Commenta

Lo stretching, lo sappiamo, è indispensabile per mantenere i muscoli sani e favorire il recupero dopo l’allenamento. È estremamente utile però anche per prerararli allo sforzo della sessione sportiva.

Che decidiate di praticarlo prima o l’allenamento, o in entrambi i momenti; che preferiate eseguire lo stretching statico o dinamico: in ogni caso bisogna evitare gli errori più comuni. Scopriamo quali sono.

Tenere la posizione troppo a lungo

Il tempo ideale per mantenere la posizione di stiramento va dai 60 ai 90 secondi. Prolungare questo periodo non è benefico per i muscoli anche se alcune discipline, come ad esempio lo yin yoga, puntano proprio sul mantenimento prolungato delle posizioni di stretching. Dopo un allenamento, tuttavia, l’ideale è osservare una media di un minuto a posizione.

Tenere la posizione troppo poco

Anche tenere troppo poco la posizione di stretching non è utile per i nostri muscoli. Stirare i muscoli per un tempo troppo breve è inefficace, come se lo stretching non fosse stato eseguito affatto.

Stirarsi al momento sbagliato

Sebbene ci siano correnti di pensiero diverse sullo stretching statico o dinamico, in molti concordano sul fatto che uno stiramento dinamico è più utile prima della sessione di allenamento e un stiramento statico è più efficace dopo lo sforzo. Scegliete dunque il momento giusto per i diversi tipi di stretching.

Stirarsi a freddo

Eseguire lo stretching con i muscoli a freddo può procurare danni alla fibra muscolare, da spiacevoli stiramenti a fastidiose contratture. Anche per eseguire lo stretching prima dell’allenamento è indispensabile una breve fase di riscaldamento muscolare. Bastano pochi minuti.

Stirarsi oltre i limiti

Regola sempre valida nello sport, lo è più che mai nello stretching: superare i limiti del proprio corpo può condurre a infortuni che vogliamo evitare, considerando soprattutto che lo stretching dovrebbe servire a recuperare l’efficienza muscolare. Stiratevi sempre dolcemente e gradualmente.

Photo | Thinkstock

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