È meglio lo stretching statico o dinamico?

di Sara Mostaccio Commenta

È una questione che divide gli animi tra sostenitori dell’una o dell’altra posizione, ma qual è, se c’è, la giusta teoria? È meglio eseguire lo stretching statico o dinamico? Ce lo domandiamo e vi forniamo qualche risposta.

Resta fermo il fatto che scaldare e stirare i muscoli prima dell’allenamento aiuta a migliorare la prestazione fisica e previene il rischio di lesioni. Prima di ogni allenamento, quindi, curiamo una breve fase di riscaldamento per attivare i muscoli e stirarli con una sessione di stretching, da ripetere poi dopo l’allenamento per rilassare la muscolatura ancora contratta dallo sforzo fisico.

Il tipo di stretching da eseguire dipende principalmente dal tipo di sport che si sceglie di praticare, in modo da trarne il miglior beneficio possibile. Ciò vale sia nella fase di preparazione alla sessione sportiva che nella fase di rilassamento dopo l’allenamento, per facilitare il recupero muscolare.

Non tutti gli esercizi di stretching sono uguali. Quelli statici prevedono il mantenimento di una posizione senza eseguire alcun movimento o cambiamento di stato, in modo che il muscolo resti passivo. Quelli dinamici invece prevedono la contrazione del muscolo antagonista, sfruttando questa contrazione per stirare il muscolo da sottoporre a stretching. In questo caso quindi il movimento c’è, ma è breve e non si mantiene la posizione.

I sostenitori dello stretching dinamico credono che uno stiramento passivo, che richiede un allungamento prolungato del muscolo, possa incidere sulla prestazione muscolare durante la sessione seguente, diminuendo forza, potenza e velocità del muscolo.

Chi sostiene i vantaggi dello stretching statico invece ritiene che sia più dolce e meno impattante sulle articolazioni, che sono già sufficientemente sollecitate durante l’allenamento. Se si esegue prima dell’allenamento, poi, i muscoli e le articolazioni a freddo sono più soggetti al rischio di lesioni.

La conclusione? Scegliere l’esercizio più adatto a sé, combinando lo stretching statico e quello dinamico a seconda delle proprie preferenze e del tipo di sport che si pratica. Una soluzione utile può essere quella di dedicarsi allo stretching statico dopo la fase di riscaldamento e allo stretching dinamico alla fine dell’allenamento.

Photo | Thinkstock

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