Sono gli insetti le proteine del futuro

di Redazione Commenta

Nel corso dell’Expo 2015 non è stato concesso ad alcun paese il permesso di cucinare e servire insetti eppure molte culture prevedono questo alimento nella loro tradizione culinaria. Ne parliamo perché, com’è noto, le proteine sono essenziali per chi pratica sport e ci si domanda: sono gli insetti le proteine del futuro?

Dopo le ultime notizie sulla carne rossa potenzialmente cancerogena e un mercato che continua a proporre proteine di sintesi da assumere oltre ai normali pasti, ci domandiamo se non sia più sano tornare ad un’alimentazione che si basi sulla natura prima di tutto. Non vi incoraggiamo a nutrirvi di insetti, certo, ma è un argomento che vale la pena affrontare.

Al di là dei pregiudizi culturali legati all’idea ripugnante di mangiare un insetto, pare che potremmo ritrovarci nel giro di qualche anno a dover considerare la possibilità di mangiare cavallette e formiche. Secondo l’Institute of Food Technologists la domanda proteica sta crescendo costantemente a livello mondiale e gli insetti offrono non pochi vantaggi rispetto agli allevamenti di altri animali comunemente utilizzati nell’alimentazione umana.

Generano meno gas, hanno bisogno di meno spazio in termini di terra, sfruttano meno risorse richiedendo meno acqua e meno energia. Di contro offrono alti valori proteici con quantità che si attestano tra i 15 e i 70 grammi ogni 100 grammi di prodotto.

In versione disidratata la concentrazione proteica degli insetti addirittura aumenta sensibilmente e dunque si pensa che possano agevolmente sostituire la carne vaccina. Offrono infatti proteine di qualità come gli aminoacidi ramificati. Inoltre una produzione su larga scala di insetti, grazie alla loro grande varietà, potrebbe essere sostenibile anche in termini ambientali.

Photo | Thinkstock

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