Il fabbisogno energetico dell’atleta e le variabili

di Paoletta Commenta

L’elemento nutrizionale principale che differenzia i soggetti sedentari dai soggetti fisicamente attivi è quello del maggior consumo di energia fatta registrare da questi ultimi rispetto ai primi.

In tale ottica, primo dato: l’attività fisica rappresenta fino al 15-30% del dispendio energetico totale giornaliero di un individuo ed è – quella – la quota che può subire volontariamente le maggiori variazioni evidentemente legate al tipo di attività svolta e al tempo impiegato per svolgerle.

Facendo calcoli approssimativi ma fedeli rispetto a ciascun criterio scientifico, è possibile stimare che un’ora di attività fisica sufficientemente intensa possa comportare un aumento del consumo energetico giornaliero pari a circa 400-900 kcal, in relazione al grado di allenamento dell’atleta, alla sua padronanza dei gesti sportivi, nonché alle caratteristiche tecniche dell’allenamento (durata, intensità e tipologia degli esercizi proposti). Insomma, le variabili da tenere sotto osservazione – le stesse che contribuiscono a formare il dato finale – sono più di una.

Il secondo dato da rimarcare è, poi, quello secondo cui non tutti gli atleti hanno gli stessi fabbisogni energetici: non solo per la differente conformazione fisica di ciascuno ma anche per la diversa attività fisica verso cui ci si accinge. In alcuni sport particolarmente faticosi (tra i tanti citiamo il canottaggio, il nuoto, la canoa, la maratona, lo sci di fondo, il ciclismo su strada, ecc.) i fabbisogni energetici saranno più elevati rispetto alle discipline sportive più contenute (che, pescate a mano aperta nel cilindro delle varie attività, include per esempio le discipline del tiro, i timonieri della vela, l’equitazione, la ginnastica artistica e ritmica, ecc.).

La spesa calorica extra cui sottoponiamo il fisico nel corso dell’attività sportiva può essere facilmente coperta modificando in maniera molto modesta, sia qualitativamente che quantitativamente, l’alimentazione consueta. Per fronteggiare il maggiore fabbisogno energetico legato allo svolgimento del movimento fisico è necessario un aumento dell’apporto di nutrienti energetici, mantenendo sempre una proporzione di 4:2:1, nella quota addizionale di carboidrati, lipidi e proteine.

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