La dieta Mayo, pro e contro

di Redazione Commenta

Ultimamente se ne sente parlare sempre meno, ma negli anni ’80 la dieta Mayo era piuttosto gettonata, tanto da catalizzare l’attenzione di numerosi “seguaci”, pronti a grandi rinunce pur di perdere qualche chilo. In cosa consiste?

Si tratta di una di quelle diete che tendono ad escludere numerosi alimenti, a favore di altri che diventano pressoché esclusivi. A dire il vero i cibi consentiti dalla dieta Mayo sono solo tre, vale a dire il pompelmo, consumato in quantità industriale, la carne (in particolare la pancetta a colazione) e le uova (non più di 6 al giorno). In alcune versioni sono poi permesse le insalate di tanto in tanto, mentre sono assolutamente esclusi i legumi, il pane, i cereali ed i grassi (permessi solo nel condimento delle insalate).

In questo modo, a detta degli ideatori della dieta, si dovrebbe perdere peso in modo abbastanza veloce, purché ci si attenga ai ritmi imposti dal programma, vale a dire 12 giorni di regime alimentare e due di riposo, in cui ci si può permettere qualche strappo alla regola.

Funziona davvero? Sicuramente il basso contenuto calorico consente di perdere qualche chilo e la facilità di preparazione dei piatti rende ancor più interessante la sperimentazione della dieta. Tuttavia occorre tenere presenti i tanti fattori contrari, come ad esempio il contenuto quasi inesistente di proteine, grassi, calcio e vitamine (a parte quelle contenute nel pompelmo). Inoltre, mangiando spesso ed in grande quantità le uova, si rischia un aumento notevole del colesterolo, con grande pericolo per il sistema cardio-vascolare.

Insomma, alla fine della fiera, la dieta Mayo non è proprio l’ideale per perdere peso, specie se non appartenete alla categoria dei soggetti con una volontà tale da escludere competamente dai pasti la gran parte degli alimenti. In ogni caso, il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un nutrizionista prima di gettarsi a capofitto in una dieta che potrebbe portare solo danni.

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