Allenarsi all’aperto compensa il deficit di vitamina D

di Silvana Commenta

Molti di noi trascorrono la gran parte del proprio tempo al chiuso: in ufficio, a scuola, a casa. Terminato il compimento dei propri doveri in questi luoghi raramente si decide di recarsi al parco per tenersi in forma mentre è più comune recarsi in palestra e concedersi un paio di ore di sano allenamento. Anche la palestra però è un luogo chiuso.

Tuttavia, questo stile di vita, comune ai più, è molto dannoso perchè, se spinto all’estremo, rischia di privarci dei benefici dell’irradiazione solare, primo fra tutti la sintesi di vitamina D processo che per avvenire ha bisogno che l’organismo sia esposto alla luce diurna per un tempo ragionevole.

Dunque, se si trascorre troppo tempo in luoghi chiusi l’organismo rischia la carenza di vitamina D e vede aumentato il rischio di osteoporosi (la vitamina D è fondamentale per l’assorbimento del calcio) e fragilità ossea oltre che, secondo alcuni studi, di insorgenza di alcuni tipi di cancro e di disturbi dell’umore come la depressione.

Più che il ricorso ad integratori, utili quando la carenza si manifesta in persone che non possono compensarla con un’adeguata esposizione solare, sarebbe utile modificare le proprie abitudini e concedersi più tempo per restare all’aria aperta. Alternare alle sessioni di allenamento in palestra escursioni, anche brevi, al parco per una corsa o un giro in bici sarebbe già un ottimo modo per recuperare.

Tenete conto che per soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina D secondo gli esperti basterebbero dieci minuti al giorno di esposizione alla luce diurna. Bilanciare i periodi di esposizione al sole aumentandone la durata anche nei periodi dell’anno in cui si passa più tempo al chiuso è utile anche perchè ci protegge dai rischi connessi all’esposizione eccessiva.

In altre parole, se la nostra pelle è poco abituata alla luce e al sole risentirà in maniera negativa della prolungata permanenza all’aperto che le viene concessa durante le vacanze estive e sarà più esposta al rischio di sviluppare forme di cancro alla pelle.

Photo Think Stock

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