Alimenti integrali, proprietà e virtù

di Paoletta Commenta

L’eccessiva raffinazione degli alimenti e la riduzione drastica dei cereali comporta danni alla salute che possono – a seconda del metabolismo e della condizione soggettiva di ciascuno – essere anche di seria entità. Molte malattie quali l’arterosclerosi, le cardiopatie, il cancro al colon e al retto, il diabete sono infatti direttamente connesse e relazionabili a un ridotto consumo di alimenti integrali e alla conseguente riduzione dell’apporto di fibre nell’alimentazione quotidiana.

Gli alimenti integrali, quindi, rivestono una importanza fondamentale e costituiscono un riferimento essenziale nella dieta di tutti i giorni.

Per alimenti integrali, nello specifico, si intendono i cereali in chicchi e le farine a cui non sia stato tolto il germe che è la parte vitale della pianta da cui può nascere il nuovo germoglio. Inoltre, non devono essere privati completamente dei sottili strati che rivestono il chicco, dove si concentrano vitamine preziose come la E e quelle del gruppo B, minerali come fosforo e ferro, parte delle proteine e le fibre. In parole povere, è integrale quel cibo al quale non siano state alterare in maniera più o meno evidente nè la composizione chimico-fisica nè tantomeno le proprietà nutrizionali.

Di grande importanza sono poi le fibre che non vengono assimilate dall’intestino, ma ne favoriscono il corretto funzionamento che non può non includere regolarità e costanza nell’andare in bagno.  Eliminando la fibra dei cereali, come succede per la raffinazione, il cibo ristagna a lungo nell’intestino, provocando fermentazioni e putrefazioni che sono all’origine della maggior parte dei disturbi intestinali che affliggono l’uomo moderno e di cui credo chiunque abbia – una volta o più – sperimentati i dolori: stitichezza, ulcere, diverticoliti e via dicendo.

Tra i vantaggi garantiti da un tipo di alimentazione che preveda un utilizzo quotidiano del prodotto integrale, ne citiamo quattro tra gli altri: quello per cui determinano un aumento della sazietà; quello, e lo abbiamo detto, per cui implicano un miglioramento della funzionalità intestinale; quello che determina una prevenzione delle patologie a carico del colon-retto; quello di ridurre del rischio cardiovascolare in relazione agli effetti positivi sul metabolismo di carboidrati e lipidi.

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