Allenarsi con il Medoto Gibala

di Sara Mostaccio Commenta

L’allenamento a circuito, noto anche come HIIT, è indubbiamente tra i più efficaci per ottenere risultati rapidi ma per chi trova questo approccio troppo intenso c’è il Metodo Gibala. Si tratta di una variante meno intensa dell’high intensity interval training che conosciamo già.

Appartiene anch’esso al gruppo di allenamenti a intervalli fondato sulla ripetizione di una sequenza di esercizi ad alto impatto per un periodo limitato di tempo, durante il quale lo sforzo è massimo, con brevissimi recuperi tra un esercizio e l’altro. Il metodo Gibala, però, propone un approccio meno violento.

È stato sviluppato ormai 10 anni fa dal dottor Martin Gibala dell’Università McMaster del Canada. Si basa su un tipo di allenamento a intervalli composto da esercizi ad alto impatto seguiti da fasi più lunghe di recupero attivo. Una sessione classica si compone secondo questo schema:

  • un intervallo di sforzo massimo per 30 secondi di durata con intensità al 100% della propria capacità cardiaca;
  • una fase di riposo attivo di 4 minuti, per esempio camminando.

Il numero di ripetizioni dipende dal grado di allenamento di ciascuno, si può arrivare a circa 7-8 ripetizioni quando si ha già un buon livello di preparazione. Come si vede, questo metodo opta per uno sforzo ad alto impatto di breve durata seguito da una fase di riposo più lunga rispetto al modello HIIT, ma è un riposo attivo anziché passivo.

Nel corso del tempo sono state poi sviluppate diverse varianti di questo metodo. Un esempio? Un esercizio ad alto impatto da 60 secondi al 95-100% di capacità cardiaca seguito da 75 secondi di riposo attivo, per ricominciare subito dopo il ciclo. Questa variante del sistema, nata nel 2010 dalla collaborazione del dottore Gibala con il dottore Little, si chiama appunto Little-Gibala.

Photo | Thinkstock

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