Adattamenti cardiocircolatori di un cuore allenato

di Redazione 1

L’allenamento intenso e costante  provoca a carico del cuore e della circolazione una serie di modificazioni stabili nel tempo, chiamate adattamenti cardiocircolatori. Esse sono particolarmente evidenti  negli atleti che praticano sport di resistenza (pensate ai maratoneti, ai ciclisti, ai canottieri oppure agli sciatori di fondo).

L’adattamento più importante che si osserva è l’aumento di volume del cuore, che diviene capace di accogliere e di espellere una maggiore quantità di sangue. In virtù di ciò, la gettata sistolica a riposo può passare dai 70-80 millilitri per battito di un soggetto sedentario ai 120-150 millilitri e più dei grandi campioni.

Contemporaneamente si ha una diminuzione della frequenza cardiaca a riposo (brachicardia). Essa può scendere dai normali 70-80 a 40-50 battiti al minuto. Oltre alle modificazioni a carico del cuore, si ha un aumento considerevole del numero e del calibro dei capillari nei muscoli scheletrici ed un aumento del diametro dei vasi sanguigni arteriosi e venosi dell’intero organismo.

Questi adattamenti hanno ovviamente lo scopo di facilitare lo scorrimento della maggiore quantità di sangue circolante. Tale aumento di diametro può anche essere osservato nelle arterie coronarie, i vasi che hanno il compito di nutrire il cuore. In virtù di questi adattamenti, l’apparato cardiocircolatorio di un atleta molto allenato diviene capace di fornire, durante sforzo, all’intero organismo e ai muscoli che lavorano, una quantità di sangue ( e conseguentemente di ossigeno) molto superiore a quella di un soggetto non allenato.

Anche negli sport di potenza (sollevamento pesi, 100 metri, ecc..) si osservano modificazioni cardiache con l’allenamento. In questi tipi di sport, il cuore deve pompare una minore quantità di sangue e per un tempo più breve che in quelli di resistenza, ma deve contrarsi con maggiore forza per spingere il sangue in arterie che si dilatano meno o tendono addirittura a restringersi , a causa delle potenti contrazioni muscolari. Per raggiungere questo scopo il cuore aumenta lo spessore delle sue pareti muscolari ma non il volume delle cavità: diventa più robusto ma non più voluminoso.

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