Protesi all’anca, quali esercizi fare dopo l’operazione

di Redazione Commenta

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Fino a qualche tempo fa veniva considerata una malattia tipica della terza età. In realtà l’artrosi è una patologia che colpisce spesso anche i giovani. La prolungata, eccessiva e intensa attività sportiva rappresenta infatti uno dei fattori di rischio per la prematura usura della cartilagine delle articolazioni, specialmente di anca e ginocchio. Le nuove tecniche di chirurgia mini-invasiva, eseguita in artroscopia, aiutano a evitare o almeno ritardare il ricorso alle protesi, a cui però non è consigliabile sottrarsi nei casi in cui i trattamenti conservativi non si siano rivelati risolutivi.

L’intervento chirurgico di protesi all’anca è sempre più frequente. Le nuove tecnologie in campo medico e chirurgico hanno accorciato i tempi di recupero e riabilitazione. Dopo l’operazione è possibile riprendere a fare sport, seppure con alcune cautele. La fisioterapia è fondamentale per l’eliminazione del dolore; dopodichè è utile abituarsi ad una serie di esercizi per favorire il recupero del tono muscolare e del completo movimento dell’articolazione. Bisogna evitare tutti gli sport – come calcio, basket, pallavolo, sci, equitazione – con cui si rischiano traumi e cadute, pericolosi per l’usura della protesi. Gli esperti consigliano attività fisica a livello non agonistico: il nuoto e la ginnastica ludico-ricreativa rappresentano due ottimi compromessi.

In particolare, è importante impegnarsi con un programma di esercizi specifici per rafforzare i muscoli e stimolare la mobilità della protesi all’anca, alleviando il dolore post-operatorio.

Ecco quattro esercizi mirati per allungare i muscoli e recuperare tono. Si possono fare tranquillamente a casa.

  1. Sdraiarsi supini a gambe piegate, con braccia lungo il corpo e piedi a larghezza spalle: alzare il bacino e tenerlo sollevato per almeno 5 secondi, senza inarcare la schiena, prima di tornare nella posizione di partenza. Ripetere dieci volte.
  2. Sdraiarsi sul fianco opposto rispetto alla gamba dolorante e sollevare quest’ultima verso il soffitto. Anche questo movimento per cinque secondi e ripetuto dieci volte.
  3. Coricarsi supini con una gamba piegata e l’altra (quella operata) tesa; sotto il ginocchio della gamba dolorante mettere un asciugamano arrotolato e premere verso il basso, mantenendo la contrazione per una decina di secondi.
  4. Durante la giornata ripetere movimenti “quotidiani” quali: scendere e risalire sul letto, allacciarsi le scarpe, entrare e uscire dall’auto, salire e scendere le scale.

Cyclette, nuoto, bicicletta, yoga e tante passeggiate sono attività che mantengono in buona salute l’articolazione operata. Da evitare il sovrappeso – chiedere al dietologo di fiducia per un menu su misura ricco di vitamine A, C, K, B12 e Omega3 – l’inattività e la vita sedentaria. Bando ad alcol, caffè e sale: decalcificano le ossa e aumentano il rischio di artrosi, osteoporosi e fratture.

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